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Evento

2/7/2018

"Gubbio al tempo di Giotto", nella terra di Oderisi

Nella città umbra una mostra in tre sedi – Palazzo dei Consili, Museo Diocesdano e Palazzo Ducale – che espone opere restaurate e disperse delineando i profili di diversi artisti locali

Maestro Espressionista di Santa Chiara (Palmerino di Guido), Cassa di Sant'Ubaldo, Cristo benedicente (particolare); Gubbio, Raccolta Memorie Ubaldiane
Maestro Espressionista di Santa Chiara (Palmerino di Guido), Cassa di Sant'Ubaldo, Cristo benedicente (particolare); Gubbio, Raccolta Memorie Ubaldiane

Dal 7 luglio al 4 novembre le tre sedi di Palazzo dei Consoli, Museo Diocesano, Palazzo Ducale a Gubbio (Perugia) ospitano la mostra "Gubbio al tempo di Giotto. Tesori d'arte nella terra di Oderisi", curata da Giordana Benazzi, Elvio Lunghi ed Enrica Neri Lusanna e promossa dal Comune, dal Polo Museale dell’Umbria, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, dalla Chiesa Eugubina e dalla Regione Umbria con l’organizzazione di Civita Mostre.

La rassegna è allestita in tre sedi diverse, perché ci sono opere inamovibili, ma anche perché ci sono luoghi ricchi di significato: il Palazzo dei Consoli, che sorge sopra una terrazza che lo fa somigliare a quelle città che i santi portano in cielo nei polittici degli altari; il Museo Diocesano, che sorge accanto alla chiesa cattedrale, e infine il Palazzo Ducale, che nacque come sede del Comune e finì per essere la residenza di Federico da Montefeltro, signore di Urbino.

Per l’occasione sono stati restaurati dipinti non esposti da tempo, riconsegnando a Gubbio opere disperse nel corso della storia, riunendo quadri degli stessi pittori eugubini destinati ad altre città dell'Umbria, chiamando importanti prestiti dall’estero. Dipinti su tavola, sculture, oreficerie e manoscritti miniati delineano, anche con nuove attribuzioni, le fisionomie di artisti come Guido di Oderisi, alias Maestro delle Croci francescane, Il Maestro della Croce di Gubbio, il Maestro Espressionista di Santa Chiara ovvero Palmerino di Guido, “Guiduccio Palmerucci”, Mello da Gubbio e il Maestro di Figline.

Il padre di Oderisi, Guido di Pietro da Gubbio, viene oggi identificato in uno dei protagonisti della cosiddetta “Maniera Greca”, da Giunta Pisano a Cimabue. Palmerino fu compagno di Giotto nel 1309 ad Assisi, e con lui dipinse le pareti di due cappelle di San Francesco, per poi tornare a Gubbio e affrescare la chiesa dei frati Minori e altri edifici della città. A Guiduccio Palmerucci, oggi nome di convenzione, si attribuiscono ancora dei polittici; Mello da Gubbio scrisse il proprio nome ai piedi di una Madonna dal volto pieno e giulivo come le Madonne di Ambrogio Lorenzetti nella città di Siena. Il Maestro di Figline, che dipinse le vetrate per il San Francesco ad Assisi, poi il grande Crocifisso nella chiesa di Santa Croce a Firenze, è probabile che avesse lasciato a Gubbio un polittico nella chiesa di San Francesco, che possiamo di nuovo ammirare in questa mostra grazie agli odierni proprietari che ne hanno concesso per la prima volta il prestito.

Dai documenti d'archivio e dall'aspetto delle Madonne e dei Crocifissi appesi alle pareti dei musei, risulta come fossero originari di Gubbio i pittori che si affiancarono a Giunta Pisano, poi lavorarono accanto a Giotto e infine a Pietro Lorenzetti, per rivestire d'immagini variopinte il capolavoro che aprì le porte dell'arte moderna nella chiesa eretta sopra la tomba del santo di Assisi. Tornati in patria, quei pittori, che erano stati coinvolti nella nuova lingua di Giotto e di Pietro Lorenzetti per un pubblico di papi e cardinali, si cimentarono con un piglio raffinato nello stile e popolare nell’aspetto illustrativo, per farsi intendere anche da un pubblico di fabbri e di maestri di pietra.




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