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Evento

17/12/2012

"I fotografi", personalità a confronto

A Gorgonzola una mostra collettiva riunisce grandi personalità dell'obiettivo: tra gli autori Barbieri, Basilico, Berengo Gardin, Ghirri, Giacomelli, Jodice, Migliori, Mulas, Patellani, Scianna, Secchiaroli e Sellerio

Ugo Mulas, Mario Nigro, 1970
Ugo Mulas, Mario Nigro, 1970

Apre dal 14 dicembre al 1° marzo, a Gorgonzola (Milano), presso la Galleria M&D Arte, “I fotografi”, mostra che presenta le opere di un nucleo di grandi artisti che hanno segnato la storia della fotografia. L’esposizione è corredata da un catalogo con testo di Flaminio Gualdoni.
 
Claudio Abate, Fratelli Alinari, Aurelio Amendola, Gianpaolo Barbieri, Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Elisabetta Catalano, Carlo Cisventi, Mario Cresci, Mario De Biasi, Mario Dondero, Luigi Erba, Franco Fontana, Angelo Frontoni, Giovanni Gastel, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Giancolombo, Mimmo Jodice, Giorgio Lotti, Nino Migliori, Tino Modotti, Ugo Mulas, Federico Patellani, Franco Pinna, Pierluigi Praturlon, Francesco Radino, Ferdinando Scianna, Tazio Secchiaroli, Enzo Sellerio, Pino Settanni, Ettore Sottsass, Massimo Vitali sono gli artisti che partecipano alla collettiva, caratterizzati da una personalità eterogenea e sui generis, che gli ha permesso di procedere nella loro carriera “per umori e occasioni”, “contaminando” la foto di ricerca con immagini scattate per una precisa destinazione.
 
Il percorso espositivo, che presenta le migliori personalità che hanno incrementato la storia della fotografia, si apre con le opere d’arte e gli scorci cittadini dei Fratelli Alinari, tratte da un corpus di immagini, fonte di illustrazioni per la grande editoria italiana. A seguire le campagne etniche, nature morte che Gian Paolo Barbieri ha affiancato alle più grandi icone del cinema e della moda.
 
Vedute urbane e rurali, assieme a ritratti, reportage e sperimentazioni al limite dell’astratto ricostruiscono gli esordi e gli sviluppi di una tecnica che gli artisti in mostra non hanno mai concepito come mero strumento di riproduzione, ma come vera forma d’arte, che offre la possibilità di specchiarsi, raccontarsi, descrivere o denunciare, filtrando sempre la realtà col proprio sguardo, i valori, le mode e le trasformazioni che incidono e influiscono sulla realtà.




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