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Evento

16/6/2017

“Il mondo che non c’era”, viaggio nelle culture precolombiane

In mostra al Museo Archeologico di Napoli 200 capolavori delle civiltà meso e sudamericane provenienti dalla Collezione Ligabue

Cultura Chimù-Lambayeque, maschera funebre, 1300 d.C., rame ricoperto da lamina d'oro, altezza 26cm; Venezia, Collezione Ligabue
Cultura Chimù-Lambayeque, maschera funebre, 1300 d.C., rame ricoperto da lamina d'oro, altezza 26cm; Venezia, Collezione Ligabue

Il Mann - Museo Archeologico Nazionale di Napoli svela dal 16 giugno al 30 ottobre “Il mondo che non c’era”, quello di cui l’Europa venne a conoscenza solo tra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI: la Mesoamerica degli Olmechi, dei Maya, degli Aztechi, dei Coclé; le Ande delle cultura Chavin, Tiahuanaco e Moche, Inca. Fa tappa nel capoluogo campano, infatti, la mostra “L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue”, a cura di Jacques Blazy, già presentata con successo a Firenze a Rovereto (Trento).

Si tratta di un corpus di capolavori provenienti dalla raccolta, una delle più complete e importanti in quest’ambito in Italia, messa insieme da Giancarlo Ligabue (1931-2015), imprenditore ma anche paleontologo, studioso di archeologia e antropologia, esploratore e appassionato collezionista. Complessivamente 200 opere d’arte, dalla scultura all’oreficeria, raccontano le civiltà meso e sudamericane, evidenziandone la ricchezza e la varietà.

Tra le testimonianze della più antica cultura mesoamericana, quella Olmeca (dal 1200 al 400 circa a.C.), nell’odierno Messico centro-meridionale, ci sono le statuette antropomorfe che tanto affascinarono Frida Kahlo, Diego Rivera e altri pittori.

Tra i reperti esposti, si possono ammirare anche rarissime maschere in pietra di Teotihuacan, “la città dove si fanno gli dei”, nel Messico centrale, che visse la sua età dell’oro tra il 150 e il 450: questi manufatti lapidei si distinguono per la conformità a un modello caratterizzato dal volto di forma triangolare, la fronte e il naso larghi, le labbra spesse e le sopracciglia marcate.

Di grande interesse anche i vasi Maya di epoca classica (dal III al X secolo), provenienti dal Guatemala, portatori con le loro ricche decorazioni di molte informazioni sulla società nella quale furono prodotti: oltre alle divinità e agli animali fantastici, vi sono raffigurati i potenti, ma anche le scene di vita quotidiana, come il gioco della palla.

Tra gli esempi della produzione ceramica del Sud America spiccano le Veneri della cultura di Valdivia, sviluppatasi fra il 3500 e il 1800 a.C. nell’attuale Ecuador: sono statuette di soggetti femminili, ciascuno dei quali contraddistinto da una differente pettinatura.





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