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Evento

11/5/2017

"Il mondo magico", il potere trasformativo della fantasia

Tre artisti – Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey – danno vita al progetto della curatrice Cecilia Alemani per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia

Giorgio Andreotta Calò, Monumento ai caduti (Monument to the fallen), 2010, immagine documentativa dell'intervento performativo, nuova sede del Comune di Bologna, Italia
Giorgio Andreotta Calò, Monumento ai caduti (Monument to the fallen), 2010, immagine documentativa dell'intervento performativo, nuova sede del Comune di Bologna, Italia

“Il mondo magico” è il progetto della curatrice Cecilia Alemani per il Padiglione Italia alla 57ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, in programma dal 13 maggio al 26 novembre, che presenta le opere di Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey. Il titolo prende ispirazione dall’omonimo libro dell’antropologo napoletano Ernesto de Martino (1908-65), pubblicato subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e dedicato allo studio della magia come strumento per reagire a situazioni di crisi.

I tre artisti sono stati invitati a realizzare per “Il mondo magico” tre nuovi progetti, appositamente commissionati e prodotti per il Padiglione, che verranno svelati nel dettaglio soltanto in occasione delle giornate inaugurali della Biennale Arte, dal 10 al 12 maggio. Come spiega la curatrice, «il lavoro di Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey propone una rinnovata fiducia nel potere trasformativo dell’immaginazione. Questi tre artisti condividono una visione dell’arte come creazione di universi paralleli in cui si mescolano cosmologie individuali e utopie collettive».

Commenta anche Federica Galloni, direttrice generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (Dgaap) del Mibact e commissaria del Padiglione Italia: «Il progetto che rappresenta quest’anno il Padiglione risponde pienamente al tema proposto da Christine Macel, che ha definito “Viva Arte Viva” una Biennale con gli artisti, degli artisti e per gli artisti». Esso, infatti, si ispira a un’idea di umanesimo che celebra la capacità dell'uomo, attraverso l'arte, di non essere dominato e condizionato dalle forze che governano quanto accade nel mondo.

Nell’ambito della mostra, infine, viene realizzato un programma di attività educative rivolto agli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane curati dalla stessa Cecilia Alemani e Marta Papini.




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