Condividi
  • Facebook
  • Twitter
26/10/2017

“Illustri persuasioni”, arte pubblicitaria tra le due guerre

A Treviso in mostra una selezione della Collezione Salce dedicata ai grandi grafici degli anni Venti-Quaranta

Il nuovo Museo Nazionale della Collezione Salce, a Treviso, presenta nella mostra “Illustri persuasioni”, curata da Marta Mazza e aperta dal 14 ottobre al 14 gennaio 2018, una selezione dei suoi quasi 50 mila pezzi: un centinaio di testimonianze dell’arte pubblicitaria tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, dal 1920 al 1940, anni in cui la “propaganda” assume un ruolo ufficiale e nella grafica raggiunge livelli di straordinaria eccellenza.

Tra i protagonisti geni già affermati precedentemente, come Leonetto Cappiello e Marcello Dudovich, che sperimentano nuovi linguaggi e inventano personaggi indimenticabili come il folletto nella buccia d’arancia per Campari o l’elegante donna in blu per la Fiat Balilla, e nuove stelle, come il francese Achille Luciano Mauzan.

In altri autori i volumi e le geometrie riconducono chiaramente ai paralleli percorsi della pittura, tra cubismo e futurismo: le nature morte di Marcello Nizzoli per il Campari o per il Vov; le marionette di Fortunato Depero, Enrico Prampolini e Bruno Munari; le figure “solidificate” di Lucio Venna, Giuseppe Riccobaldi del Bava e Mario Sironi; le donne di Franz Lenhart.

Erberto Carboni è presente con le prove giovanili come quelle per la O.p.s.o. di Parma e quelle più mature che sviluppano il rapporto tra grafica e fotografia. Con la fotografia lavorano anche Giaci Mondaini, che ritrae pure la piccola figlia Sandra; Xanti Schawinsky, che porta in Italia le ricerche del Bauhaus, e Gino Boccasile, con le “signorine grandi firme”.

Fortunato Depero, Teatro futurista, 1924
Fortunato Depero, Teatro futurista, 1924


torna all'inizio del contenuto