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31/3/2012

"In Toscana all'alba del XX secolo”, la pittura figurativa in evoluzione

In mostra a Viareggio quaranta dipinti rappresentativi delle grandi mutazioni artistiche tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Tra gli autori Fattori, Nomellini, Rosai, Soffici e Viani
 
 

Venerdì 6 aprile la Società di Belle Arti presenta la vernice della bella mostra "In Toscana all'alba del XX secolo. Una collezione privata" allestita presso la sede di Viareggio, Centro Matteucci per l'Arte Moderna, e visibile al pubblico fino al 3 giugno.
 
Tra la fine del Ottocento e gli inizi del Novecento la storia della pittura toscana conosce una stagione vitale e particolare: la mostra – curata da Francesco Palminteri – propone una selezione di pregiate opere di quegli anni, circa quaranta dipinti,  appartenenti a un lungimirante collezionista che le mise insieme nel  secondo dopoguerra.
 
Sono anni prolifici e segnati da personalità importanti, dal maestro Giovanni Fattori (La strada bianca) e i suoi allievi Macchiaioli come  Plinio Nomellini, Oscar Ghilglia o Eugenio Cecconi,  al Futurismo di Ottone Rosai (Via Toscanella), ad Ardengo Soffici,in mostra con la sua Famiglia di contadini, fino a giungere all’espressionismo di Lorenzo Viani; l’Italia è un paese unito che si affaccia alla “modernità” e la forte tradizione figurativa toscana si evolve e si diversifica sfociando ora nel Realismo, ora nel Divisionismo ora verso soluzioni più ardite che prefigurano le Avanguardie del XX secolo.
 
In bilico tra passato e presente, sullo scenario di profonde trasformazioni estetiche e sociali, con alla spalle un secolo che si chiude lasciando in eredità una ricca tradizione figurativa e con alle porte una nuova stagione  che si apre riprendendo ma anche sovvertendo quell’eredità, i pittori in mostra rappresentano in pieno questa fase storica e culturale del Paese, e in  particolare la realtà pittorica nel triangolo Firenze-Livorno-Viareggio tra il 1880 e 1930, “all’alba del XX secolo” appunto. In linea con quanto provocatoriamente suggeriva Fattori, «Fate qualcosa in arte che urti noi vecchi», questa generazione di artisti assimila la lezione del pittore livornese e dei grandi maestri ottocenteschi per poi affrancarsene e raggiungere la propria cifra personale, soprattutto testimoniando ancora una volta la centralità della Toscana in una fase di grandi mutazioni e di sperimentazione creativa. 
Plinio Nomellini, Il Golfo di Genova, 1891, olio su tela, cm 59x95,5
Plinio Nomellini, Il Golfo di Genova, 1891, olio su tela, cm 59x95,5


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