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Evento

29/6/2017

“L’Italia di Zaha Hadid”, tra architettura e design

Il Museo Maxxi, a Roma, dedica una mostra alla sua progettista, scomparsa l’anno scorso

Zaha Hadid, City Life, Milano, 2014; courtesy: Zaha Hadid Architects
Zaha Hadid, City Life, Milano, 2014; courtesy: Zaha Hadid Architects

Il Maxxi - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma rende omaggio con una mostra, a un anno dalla scomparsa, alla sua progettista, Zaha Hadid, che ha lasciato un segno importante nel nostro paese. “L’Italia di Zaha Hadid” si intitola, infatti, l’esposizione, in programma dal 23 giugno 2017 al 14 gennaio 2018, curata da curata da Margherita Guccione, direttrice del Maxxi Architettura, e Woody Yao, direttore di Zaha Hadid Design, che ha collaborato alla realizzazione insieme allo studio Zaha Hadid Architects e alla fondazione che le è stata intitolata.

Il percorso espositivo, nella più spettacolare galleria del museo, la 5, quella con la grande vetrata proiettata sulla piazza, accoglie bozzetti pittorici e concettuali, modelli tridimensionali, rappresentazioni virtuali, studi interdisciplinari, oggetti, video e fotografie in un allestimento ispirato agli schizzi dell’archistar anglo-irachena per il Maxxi. Ciò che spicca è la continua sperimentazione e la capacità di invenzione, che le valsero, prima donna, il prestigioso Pritzker Prize.

Ampio spazio è dedicato ai progetti italiani tra i quali il Terminal Marittimo di Salerno, a forma di ostrica; il Messner Mountain Museum di Plan de Corones, in provincia di Bolzano, che si innesta nel cuore della montagna; la Torre Generali di Milano, dalla caratteristica torsione, parte di CityLife, il progetto di riqualificazione della Fiera Campionaria; il serpentone della Stazione dell’alta velocità di Afragola (Napoli) e il Maxxi stesso.

Viene approfondito, inoltre, il rapporto tra Zaha Hadid e il design made in Italy. Tra le sue creazione ci sono divani per B&B e Cassina, sedute e tavoli per Sawaya & Moroni, lampade per Slamp, vasi e centrotavola per Alessi, librerie componibili per Magis: tutti oggetti e arredi che occupano gli spazi come vere e proprie architetture.

Completano l’itinerario una parete di venti metri con proiezioni video delle sue opere, un nastro sospeso con le foto di Helene Binet, alcuni grandi quadri che rivelano il suo legame con il Suprematismo russo e un focus sulla ricerca dello Studio Hadid (ZH CoDe) sulla progettazione parametrica, interdisciplinare e innovativa, con utilizzo di avanzate tecnologie digitali.

Il catalogo è pubblicato da Quodlibet, a cura di Pippo Ciorra e Margherita Guccione, con testi critici, tra gli altri, di Patrik Shumacher, Stefano Boeri, Richard Burdett, Maurizio Gentile, Luca Molinari, Deyan Sudjic, Domitilla Dardi. Alla mostra è associato un concorso fotografico, con scadenza 4 settembre 2017, per reinterpretare le cinque architetture italiane della progettista.





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