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Evento

10/8/2018

“L'immagine invisibile. La tomba del tuffatore”, l’enigma continua

Una “anti-mostra” al Museo Archeologico Nazionale di Paestum interroga il pubblico sul significato della celebre sepoltura, da sempre oggetto di acceso dibattito

lastra di copertura Tomba del tuffatore, 480 a.C. circa
lastra di copertura Tomba del tuffatore, 480 a.C. circa

Fino all’8 ottobre è possibile vistare la mostra “L'immagine invisibile. La tomba del tuffatore”, aperta lo scorso 3 giugno al Parco Archeologico di Paestum - Museo archeologico nazionale, a Capaccio (Salerno), evento realizzato con il contributo della Regione Campania.

In esposizione circa cinquanta opere provenienti da diciannove Musei e Fondazioni; sin dalla sua scoperta, nel 1968, la Tomba del Tuffatore è al centro di un dibattito scientifico. L’interpretazione dell’immagine del giovane che si tuffa nell’acqua rimane un rompicapo che fa discutere anche gli esperti del settore: è semplicemente una visione edonistica della vita e della morte? O qualcosa di più, forse un messaggio misterico, ispirato a culti iniziatici legati ad Orfeo e Dioniso? E le difficoltà nella lettura dell’immagine del Tuffatore si spiegano forse con il fatto che essa era “invisibile”, in quanto collocata all’interno di una tomba buia, chiusa per l’eternità? Possiamo pretendere di leggere e comprendere un’immagine che non era fatta per essere guardata?

La rassegna non pretende di risolvere tutte queste questioni, e, per questo, è una “anti-mostra” che vuole porre delle domande, mettendo i visitatori nella condizione di partecipare al dibattito e di coglierne i motivi. Il percorso segue le scoperte archeologiche che sin dal Settecento hanno segnato la ricerca sui culti misterici antichi, con tanto di fraintendimenti e impostazioni ideologiche. Lo fa mettendo in mostra alcune pezzi sul tema in Magna Grecia, come le laminette d’oro con testi “orfici” da Thurii e Vibo Valentia, la Tomba delle danzatrici da Ruvo, conservata presso il Museo Archeologico di Napoli, o i vasi funebri con raffigurazioni di Orfeo da Matera, Paestum e Napoli.

Inoltre, viene esplorato il contesto storico-culturale in cui tutte queste scoperte sono avvenute: dalle visioni edonistiche settecentesche del mondo di Bacco si passa alle danzatrici caste e al tempo stesso sensuali di Canova per arrivare alle visioni novecentesche, altamente ambigue, di Corrado Cagli e De Chirico. Solo attraverso questo racconto del “contemporaneo”, si riesce a comprendere pienamente le motivazioni di una controversia che, forse, più degli antichi, riguarda noi oggi.

Oltre a un acceso dibattito l’opera ha anche ispirato, scrittori e artisti contemporanei, come il napoletano Carlo Alfano la cui opera Il Tuffatore, allestita nel 1972 vis-à-vis con la celebre tomba, viene rivalorizzata in occasione della mostra, quale espressione esemplare del rapporto tra presente e passato.




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