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Evento

12/1/2018

“L’occhio magico”, Carlo Mollino fotografo

Al centro Camera di Torino la più approfondita mostra mai dedicata all'attività fotografica del grande architetto  

Carlo Mollino – Ritratto (senza titolo), 1956-1962 c. (Politecnico di Torino, sezione Archivi biblioteca Roberto Gabetti, Fondo Carlo Mollino)
Carlo Mollino – Ritratto (senza titolo), 1956-1962 c. (Politecnico di Torino, sezione Archivi biblioteca Roberto Gabetti, Fondo Carlo Mollino)

“L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973” è la mostra proposta per inaugurare il 2018 dal centro Camera di Torino. Curata da Francesco Zanot, l'esposizione è allestita dal 18 gennaio al 13 maggio e comprende oltre 500 immagini, per un percorso che attraversa l’intera produzione fotografica dell'autore, tra i più noti e celebrati architetti del Novecento, che ha sempre riservato alla fotografia un ruolo privilegiato, utilizzandola sia come mezzo espressivo, sia come strumento di documentazione e archiviazione. La rassegna, la più grande e completa mai realizzata sul tema, indaga il rapporto tra Mollino e la fotografia, iniziato da giovane, sulle orme del padre Eugenio, ingegnere e appassionato fotografo, evidenziandone l’unicità e le caratteristiche, dalle prime immagini d’architettura degli anni Trenta alle Polaroid degli ultimi anni di vita. Alla pratica della fotografia Mollino ha unito anche consapevolezza teorica, tanto da pubblicare il volume Il messaggio dalla camera oscura (1949).  
 
L'itinerario di visita è suddiviso in quattro sezioni tematiche, ognuna intitolata con una citazione tratta dagli scritti dell'autore. Nella prima, “Mille case”, sono raccolti gli scatti relativi al tema dell’abitare, che caratterizza ovviamente una porzione fondamentale del suo lavoro fotografico: oltre alle immagini degli edifici (Mollino è tra i pochi architetti che, dopo averle realizzate, reinterpretano con la fotografia le proprie costruzioni), compaiono nature mortedi oggetti domestici, ritratti ambientati in interni da lui stesso progettati e istantanee riprese durante i suoi viaggi come annotazioni visive di architetture più o meno note, dalle case in legno e paglia della campagna rumena al Guggenheim Museum di Frank Lloyd Wright a New York, dai mulini olandesi alla Chandigarh di Le Corbusier. La seconda sezione, “Fantasie di un quotidiano impossibile”, è incentrata sull’atmosfera e le ispirazioni surrealiste e include fotografie molto diverse, sempre tese a mettere in discussione la realtà rappresentata: immagini di vetrine e specchi, fotografie di altre fotografie, fotomontaggi di progetti architettonici.
 
“Mistica dell’acrobazia” è il titolo della terza sezione, dedicata alla passione per la velocità, il movimento e la dinamica; riunisce fotografie sul tema del volo, che Mollino praticava da pilota acrobatico; dell’automobilismo, con particolare attenzione alla vicenda del Bisiluro, automobile da lui progettata (insieme a Mario Damonte ed Enrico Nardi) e con cui partecipò alla 24 ore di Le Mans nel 1955, e dello sci, con una selezione di fotografie di linee tracciate dagli sciatori sulla neve. La quarta sezione, “L’amante del duca”, la più ampia con oltre 180 fotografie, è infine dedicata al tema del corpo e della posa: i ritratti femminili e le immagini degli sciatori sono i due filoni presenti. 
 
La mostra si completa con alcuni documenti, tra cui lettere, manoscritti, dattiloscritti originali e una serie di cartoline collezionate da Carlo Mollino in ogni angolo del mondo. Tutti i materiali, salvo alcune eccezioni indicate, provengono dalle collezioni del Politecnico di Torino, Archivi Biblioteca Gabetti, Fondo Carlo Mollino. Il catalogo è pubblicato da Silvana Editoriale. L’attività di Camera è realizzata grazie a Intesa Sanpaolo, Eni, Reda, Lavazza; la programmazione espositiva e culturale è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo. 





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