Condividi
  • Facebook
  • Twitter
13/12/2017

“La trottola e il robot”, gioco e arte tra Ottocento e Novecento

Al Palazzo Pretorio di Pontedera un originale percorso espositivo, articolato per temi, che abbraccia oltre un secolo, dal 1860 al 1980, mettendo a confronto oggetti ludici, dipinti e sculture

Il Palp - Palazzo Pretorio di Pontedera (Pisa) propone un’originale mostra – “La trottola e il robot. Tra Balla, Casorati e Capogrossi” – nata intorno a una prestigiosa collezione di giocattoli d’epoca di proprietà del Comune di Roma, esposti accanto a circa 110 opere di artisti italiani attivi tra il 1860 e il 1980: un confronto tra due aspetti della creatività legati all’infanzia, quello applicato alla produzione, prima artigianale e poi industriale, di balocchi e quello della rappresentazione del gioco infantile nelle arti figurative e plastiche. L’esposizione (11 novembre - 22 aprile 2018) è curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci (curatori anche del catalogo, edito da Bandecchi & Vivaldi) e promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera, dal Comune e dalla Fondazione Pisa, in collaborazione con l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e con il patrocinio della Regione Toscana e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Giocattoli e opere d’arte raramente si sono incontrati, rimanendo più spesso universi separati; quello del percorso espositivo è pertanto un osservatorio inedito e suggestivo sui mutamenti della società italiana, evidenziati dall’evoluzione delle forme, dei materiali, delle valenze simboliche e funzionali. I lavori degli artisti italiani che hanno prediletto il tema dell’infanzia dialogano con gli oggetti ludici intorno ad alcuni temi chiave.

Centrale è il tema della casa, lo spazio dell’intimità domestica e della vita quotidiana: in mostra grandi modelli di case di bambole, da quelli alto-borghesi a quelli più dimessi, insieme ad arredi e personaggi, a confronto con opere di Federico Zandomeneghi, Giacomo Balla, Felice Casorati, Duilio Cambellotti, Riccardo Francalancia, Massimo Campigli, Lorenzo Viani, Fausto Pirandello, Gastone Novelli.

L’educazione infantile è un altro aspetto di interesse: diversi artisti – Antonio Mancini, Duilio Cambellotti, Llewelyn Lloyd, Carlo Levi, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Mario Mafai, Fausto Pirandello – rappresentano i momenti di formazione del fanciullo, dall’apprendimento scolastico all’esercizio del canto, della musica, della lettura.

Il gioco all’esterno, legato al movimento, all’esplorazione, all’avventura e al viaggio, è un altro importante nucleo tematico: in esposizione opere di Giovanni Muzzioli, Vittorio Matteo Corcos, Umberto Boccioni, Alfredo Müller, Carlo Erba, Alberto Magri, Giulio Aristide Sartorio, Giuseppe Capogrossi, Franco Gentilini.

L’itinerario prosegue con il teatro e il circo, mondi della fantasia a cui si ispirano Giacomo Balla, Duilio Cambellotti, Fortunato Depero, Felice Casorati, Renato Natali, Giuseppe Capogrossi, Llewelyn Levy, le cui opere si affiancano a modellini teatrali, giostre e marionette.

Una sezione è dedicata ai giochi senza età, ovvero alla dimensione ludica dell’uomo, anche in età adulta: quadri e sculture di Umberto Boccioni, Pasquarosa (Marcelli), Filippo De Pisis, Gino Severini, Gastone Novelli hanno per protagonisti giochi da tavolo, domino, carte, scacchi e tarocchi.

Infine, ma non certo ultima, la sala degli automi: l’automazione è stato un tema al centro della riflessione di molti artisti del Novecento, dal Futurismo alla Metafisica. Insieme a esempi di robot, con un cenno anche alle ricerche nella biorobotica condotte dall’Istituto Sant’Anna di Pisa, centro di eccellenza universitaria, si ammirano opere di Mario Sironi, Ivo Pannaggi, Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Felice Casorati ed Enrico Baj.

Felice Casorati, Giocattoli, 1915-16, tempera su tela, 61x57cm
Felice Casorati, Giocattoli, 1915-16, tempera su tela, 61x57cm


torna all'inizio del contenuto