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Evento

17/1/2018

“Le favole”, i miti universali di Chagall

In mostra a Casamassima e Gioia del Colle cinquanta acqueforti dell'artista che illustrano le fiabe di La Fontaine 

Marc Chagall, Il leone innamorato
Marc Chagall, Il leone innamorato

Cinquanta acqueforti di Marc Chagall dedicate alle fiabe sono in mostra dallo scorso 16 dicembre al 15 aprile nel Palazzo Monacelle di Casamassima e nel Palazzo San Domenico di Gioia del Colle, in provincia di Bari. “Marc Chagall. Le favole” è il titolo dell’esposizione, inserita nel progetto “Opere fuori contesto” e parte di un più ampio piano di valorizzazione del territorio, corredata da laboratori didattici per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado. La rassegna, promossa dai due Comuni, è organizzata dalla Società Sistema Museo, gestore del Sac (Sistema Ambientale e Culturale) Ecomuseo di Peucetia, con il patrocinio della Città Metropolitana di Bari.
 
Le favole interpretate da Chagall attraverso la tecnica dell’incisione sono quelle di Jean de La Fontaine: l’artista, originario dell’attuale Bielorussia, trapiantato in Francia, a Parigi, cominciò a lavorarci nel 1927 su richiesta del mercante d’arte Ambroise Vollard, ma il suo interesse per la favola, quella russa, è precedente. Inoltre, nell’opera chagalliana è costante la presenza dell’universo animale, accanto a quello umano.
 
L’autore mette l’accento sulla componente mitologica e universale illustrando i grandi temi della vita: l’amore, la morte, i vizi, le virtù. Arroganza, mitezza, riconoscenza, ingratitudine sono rappresentati attraverso gli animali, in una dimensione di compenetrazione tra l’uomo e la natura. Il bestiario del pittore comprende corvi, leoni, volpi, capre, lupi, agnelli, cicogne, aquile, topi, lepri, scarabei, vacche e galli. Gli esseri umani sono i personaggi del pastore, del mugnaio, della madre, della vedova, del fanciullo, che si stagliano sui fogli alla maniera della scrittura ebraica o delle icone russe. Entrano in scena anche elementi naturali, oggetti e simboli religiosi, in un’esplosione di lirismo.  




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