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Evento

21/11/2017

"Le macchine del tempo", Enrico Baj a cavallo della storia

In mostra a Firenze una selezione di sculture e collage dell'ultimo decennio di attività dell'artista, con un focus su quattro cicli

Enrico Baj
Enrico Baj

La Galleria ZetaEffe di Firenze propone dal 18 novembre al 15 gennaio 2018 la mostra “Enrico Baj: le macchine del tempo - Tribù Guermantes Tuberie”, curata da Angela Sanna in collaborazione con Roberta Cerini Baj. L’evento rende omaggio a un protagonista dell’arte italiana del secondo Novecento portando per la prima volta a Firenze una ricca selezione di sculture e collages realizzati dall’artista durante l’ultimo decennio di attività.

Attraverso un itinerario che vuole rispecchiare l’inesausta creatività di Baj, la mostra focalizza, in modo particolare, quattro cicli di lavori compiuti tra il 1993 e il 2003: le Maschere, i Totem, i Guermantes, le Opere idrauliche. Qui l’artista reinventa, tra humour, ironia e critica sociale, i mondi solo apparentemente inconciliabili delle civiltà tribali, della letteratura proustiana, della natura e delle passate glorie idrauliche. Tali opere condividono il tema giocoso e rivelatore delle macchine del tempo, tanto care a Baj, intese nella loro accezione di veicoli della memoria, di reinvenzione storica e socio-antropologica, di slittamenti tra passato e contemporaneità. In questo percorso prenderà risalto, oltre alla vasta erudizione dell’artista in campo umanistico e scientifico, anche il suo arsenale creativo costituito da materiali sgargianti, eterogenei e imprevedibili.

Grazie alle macchine del tempo con cui l’artista ha cavalcato e scavalcato la storia, scompigliando la successione logica degli eventi, lo spettatore si trova inizialmente accolto da invenzioni composite ispirate a riti, personaggi e stregoni scaturiti da antiche civiltà o da fasi storiche più recenti, dove emergono riferimenti a problematiche tuttora attuali quali il consumismo selvaggio, la ciclicità della storia e, come scrive lo stesso Baj, «la logica primitiva, di rifiuto culturale totale».

In quest’ordine metastorico prende spazio anche la quadreria di ritratti dei Guermantes, ispirata alla celebre famiglia della Recherche du temps perdu, che denota non soltanto il rapporto, sempre proficuo e profondo, tra Baj e la letteratura, ma anche la sua naturale propensione al sovvertimento dei valori istituzionali e degli status-symbol. Il percorso evidenzia infine le Opere idrauliche, testamento spirituale di Baj, dove rilievi e sculture fatte di tubi, rubinetti, sifoni e ricche passamanerie sprigionano un sentimento vitale della natura che sconfina nella riscoperta di numerosi eroi della scienza idraulica e nell’evocazione, tanto sottile quanto sentita, dell’ultima stagione esistenziale dell’artista.

Completa la rassegna un catalogo-cofanetto che presenta una selezione di scritti di Baj, un repertorio d’immagini e un racconto storico-critico della curatrice sull’ultima fase creativa dell’artista.



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