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Evento

28/6/2018

"Milleduecento", il tramonto del Romanico

La mostra di Matelica, ultimo appuntamento espositivo per il 2018 del progetto "Mostrare le Marche", è un excursus articolato in cinque sezioni nella civiltà figurativa tardoromanica del Centro Italia.

Crocifisso, 1170 circa; Cattedrale di Sant'Evasio, Casale Monferrato
Crocifisso, 1170 circa; Cattedrale di Sant'Evasio, Casale Monferrato

“Milleduecento. Civiltà figurativa tra Umbria e Marche al tramonto del Romanico” è l’ultimo appuntamento espositivo 2018 del progetto Mostrare le Marche, nato dal protocollo d’intesa fra la Regione, il Mibact, l’Anci Marche, la Conferenza Episcopale e i Comuni di Macerata, Ascoli Piceno, Fermo, Loreto, Matelica e Fabriano per promuovere la conoscenza e lo sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 2016. La mostra è aperta al pubblico dall’8 giugno al 4 novembre presso il Museo Piersanti a Matelica (Macerata) ed è curata da Fulvio Cervini.

Il percorso espositivo si sviluppa intorno a cinque nuclei tematici: “Un crocifisso modello”, presenta il crocifisso di Matelica come testimone d’eccellenza di una tipologia molto ben rappresentata nelle Marche nell’autunno del XII secolo; “Sculture come oreficerie e oreficerie come sculture”, punta invece a mettere in luce gli incroci fra le arti all’insegna della preziosità, reale o simulata, dei manufatti. I crocifissi di Arezzo e di Certaldo vengono messi a confronto con le piccole croci bronzee di Cortona e di Fabriano, con la croce del Tesoro di San Francesco ad Assisi, e con il piatto di legatura, smaltato a Limoges, del Museo Civico d’Arte Antica di Torino.

La terza sezione, “Pittura a tre dimensioni”, si apre con il Crocifissodi Arquata del Tronto, che si dichiara a tutti gli effetti come una pittura a rilievo: le intersezioni tra scultura e pittura sono evidenziate dalla Croce di Petrus, proveniente da San Salvatore a Campi di Norcia, dalle Madonne troneggianti di Cesi, Castelli, Foligno e l’Aquila, dal frammento di Brera e dalle tavole del Museo Nazionale dell’Aquila e di Santa Maria in Via a Camerino. Questo nucleo confluisce direttamente nel successivo, che si propone di intitolare “Un nuovo senso della natura nell’incontro fra le arti”; qui si intende mostrare come l’osmosi tra pittura, scultura e arti suntuaria generi un rinnovato senso della realtà che ispira una rivoluzione formale tra le più alte e decisive della civiltà occidentale.

L’ultima, piccola sezione, “Sculture in miniatura”, torna al mondo delle arti suntuarie: le arti del metallo ispirano formule che pittura e scultura traducono nella scala grande, ma a loro volta riprendono nel minimo formato certe soluzioni statuarie. Lo provano alcuni turiboli, provenienti da Cortona, Arezzo e Firenze e una significativa selezione di matrici per sigilli umbri e marchigiani del Duecento, conservati al Museo del Bargello, tra cui, appunto, la matrice del Comune di Matelica. Qui sarà inoltre presentato uno dei codici miniati del XII secolo conservati nella Biblioteca Vallicelliana di Roma ma provenienti dall’abbazia di Sant’Eutizio in val Castoriana, luogo devastato dal terremoto da cui dipendeva la chiesa del territorio matelicese ove si trovava il crocifisso del Museo Piersanti.




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