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11/5/2013

"Mimesis", dal libro d’arte al libro d’artista

In mosta alla Biblioteca degli Uffizi di Firenze dipinti, sculture e fotografie firmati da Matisse, Warhol, Parmiggiani, Hofer, Giannoni, Breschi, Perrone e altri ancora

Dal libro d’arte al libro d’artista, con “Mimesis. Variazioni sul libro” la Biblioteca degli Uffizi di Firenze presenta, dal 9 maggio all’8 giugno, la mutazione del libro in opera d’arte. Curata da Sergio Risalti, la mostra è patrocinata da Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Firenze, e organizzata dal Club Firenze e Catola & Partners.
 
«Un museo della parola, inteso come un approdo della voce del poeta, da Dante a Petrarca, da Mallarmé a Rilke» è la definizione con cui Sergio Risaliti, storico dell’arte, saggista, giornalista e curatore della mostra alla Biblioteca degli Uffizi, presenta i libri d’artista, assieme a dipinti, sculture, fotografie firmati da Matisse, Warhol, Parmiggiani, Hofer, Giannoni, Breschi, Perrone e altri.
 
Con il titolo “Mimesis” si rende esplicito l’intento di presentare un percorso espositivo pensato come un insolito gioco di specchi o come un magico labirinto. Il libro storicamente aperto all’arte poiché raffigurato nelle pitture o trattato a incunaboli e arricchito di codici miniati, diventa nel corso dei secoli un volume d’arte, ornato da disegni, incisioni e stampe che hanno ispirato e “traghettato” nel mondo iconografie di ogni genere, fonte di ispirazione per gli artisti dell’era moderna.
 
Dal libro d’arte si passa al libro d’artista con cui la “secolare biblioteca” fiorentina si apre al mondo contemporaneo, presentando una mostra che non si propone come “un’ennesima noiosa mostra di libri o biblioteche”, come afferma il direttore Claudio Di Benedetto, ma come “l’elogio dell’imitazione nel contesto di un meraviglioso concentrato di 80 mila libri”.
 
Il libro contemporaneo, sottratto alla polvere degli scaffali per trasformarsi in opera d’arte, diventa una zattera nel naufragio della libertà, in cui l’arte prende forma attraverso modalità e metodiche differenti per materiali, linguaggi e significati.
 
Fra le opere che costituiscono il percorso espositivo emergono quindi le pagine bruciate di Parmiggiani, note come le Biblioteche di fumo, o gli immacolati Libri Bianchi in gesso e colla di Perrone, per il quale le pagine di un libro, liberate dalle parole, diventano simbolo; alle pennellate carnose di Giannoni rispondono, o meglio dire riflettono, i geometrici ritratti di costole librarie realizzati da Breschi. Seguono opere di Matisse, Warhol e i Panorami d’interni di Candida Hofer o i libri scultura di Lorenzo Perrone.
Lorenzo Perrone, J'accuse, libro vero, gres, vernice acrilica, matite, 2012
Lorenzo Perrone, J'accuse, libro vero, gres, vernice acrilica, matite, 2012


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