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Evento

20/10/2017

"Miró! Sogno e colore", la pittura come linguaggio materico

In mostra a Torino, a Palazzo Chiablese, 130 opere dell'artista, quasi tutti olii di grande formato, compresi alcuni dei più celebri capolavori

Joan Miró, Untitled, 1968-72, olio, acrilico, carboncino e gesso su tela, 130,6x195,5cm; © Successió Miró by SIAE 2017; Archive Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca; © Joan Ramón Bonet & David Bonet
Joan Miró, Untitled, 1968-72, olio, acrilico, carboncino e gesso su tela, 130,6x195,5cm; © Successió Miró by SIAE 2017; Archive Fundació Pilar i Joan Miró a Mallorca; © Joan Ramón Bonet & David Bonet

“Miró! Sogno e colore” è la mostra visibile dal 4 ottobre al 14 gennaio 2018 a Palazzo Chiablese, Piazzetta Reale, a Torino, organizzata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dai Musei Reali di Torino e dal Gruppo Arthemisia, con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino, in collaborazione con la Fundació Pilar i Joan Miró a Maiorca e con la cura di Pilar Baos Rodríguez.

In esposizione 130 opere, quasi tutti olii di grande formato, tra cui i capolavori Femme au clair de lune (1966), Oiseaux (1973), Femme dans la rue (1973), distribuite in cinque sezioni, realizzate durante l’ultimo ciclo creativo dell’artista, quello più dinamico e innovativo seppur meno conosciuto: un periodo indissolubilmente legato a Maiorca, dove, negli anni Sessanta e Settanta, si dedica a temi prediletti come donne, uccelli e paesaggi monocromi. In mostra anche i lavori degli ultimi anni della sua produzione, quelli della pittura materica, fatti con le dita e dal colore steso con i pugni spalmando gli impasti su compensato, cartone e materiali di riciclo; e ancora le sculture, frutto delle sperimentazioni che fece con diversi materiali, collage e “dipinti-oggetto”.

Con un linguaggio artistico universale e una poetica irripetibile, nelle opere Miró è forte il senso di appartenenza alla sua isola, dove concretizzò un grande desiderio, ovvero di poter creare in un ampio spazio tutto suo, uno studio dove lavorare protetto dal silenzio e dalla pace che solo la natura poteva offrirgli; uno studio unico ricostruito scenograficamente all’interno degli spazi di Palazzo Chiablese con gli oggetti originali.

Proprio a Maiorca – dove egli stesso visse dal 1956 fino alla morte nel 1983 – la Fundació Pilar i Joan Miró custodisce una collezione donata dall’artista e da sua moglie che conta cinquemila pezzi e che conserva ancora pennelli, tavolozze e attrezzi del mestiere rimasti lì dal giorno in cui è morto, come lui li aveva lasciati.

La mostra torinese prende le mosse dall’idea che l’artista aveva della propria opera, una sorta di monologo interiore e, al tempo stesso, un dialogo con il pubblico. Una nuova concezione della pittura basata su un linguaggio visivo, fisico e materico, e su codici pittorici innovativi che portarono un importante cambiamento nella pratica artistica contemporanea, dando una direzione nuova all’arte del XXI secolo e influenzando le generazioni successive di pittori, scultori e incisori in tutto il mondo. Il catalogo è edito da Skira.





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