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Evento

20/11/2017

"Natura e invenzione", le suggestioni del Genovesino

La Pinacoteca di Cremona dedica una mostra all'artista seicentesco, la cui cifra stilistica sta nell'eterogeneità dei temi e nella curiosità per le diverse possibilità espressive

Luigi Miradori detto Genovesino, Moltiplicazione dei pani e dei pesci, 1647, tela, 477x764cm; Cremona, Palazzo Comunale
Luigi Miradori detto Genovesino, Moltiplicazione dei pani e dei pesci, 1647, tela, 477x764cm; Cremona, Palazzo Comunale

La Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona ospita dal 6 ottobre al 6 gennaio 2018 la mostra “Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona”, curata da Francesco Frangi e Marco Tanzi coadiuvati da Gabriele Barucca, Francesca Cappelletti, Don Andrea Foglia, Don Gianluca Gaiardi, Stefano L’Occaso, Angelo Loda, Mario Marubbi, Xavier F. Salomon, Letizia Treves e Monica Visioli. L’evento è promosso da Comune di Cremona, Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, Fondazione Museo del Violino, Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Pavia, Istituto Superiore di Studi Musicali Claudio Monteverdi, Fondazione Stauffer, Archivio di Stato, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Lombardia e Comune di Mantova, e realizzata grazie al contributo di numerosi enti.

In esposizione oltre cinquanta opere, in alcuni casi restaurate per l’occasione, provenienti dalle chiese del territorio lombardo al pari di importanti musei italiani – tra cui Milano, Roma, Genova, Parma, Piacenza – e da collezioni private italiane ed estere. Una varietà di provenienze che riflette quella delle committenze per cui il Genovesino, al secolo Luigi Miradori (circa 1605 - 1656), lavora nel corso della sua lunga carriera artistica, con un’eterogeneità di stili e temi che testimonia la principale cifra stilistica della sua opera: mosso da una curiosità che lo porta a captare suggestioni non solo figurative, ma anche letterarie, religiose e musicali, il pittore dà prova di uno sperimentalismo sempre sospeso fra possibilità diverse, come a tentare di rincorrere con la pittura l’estro irrequieto che ne marca l’esistenza.

La mostra si apre con la Suonatrice di Liuto (Genova, Palazzo Rosso) e si snoda attraverso magnifici dipinti di argomento religioso, tra cui spiccano la Nascita della Vergine di proprietà dello stesso Museo Civico Ala Ponzone, l’Adorazione dei Magi (Parma, Galleria Nazionale), la Sacra Famiglia (Piacenza, Istituto Gazzola), Lot e le figlie (Roma, Bnl Gruppo Bnp Paribas) e Ultima cena (collezione privata) quest’ultima inedita e mai esposta al pubblico come altre nove opere, tra cui il Sacrificio di Isacco (New York, collezione privata), lo Sposalizio mistico di Santa Caterina (Cremona Museo Berenziano), il Riposo nella fuga in Egitto (Cremona, Chiesa di Sant’Imerio).

La rassegna continua tra le immagini realizzate dal Genovesino per il collezionismo privato come le numerose allegorie della Vanitas, accomunate dalla raffigurazione di un putto addormentato accanto a teschi e altri simboli del passare del tempo: il tema della caducità umana e della mortalità infantile, alimentato dai ricordi della epidemia di peste e declinato in termini sempre più espliciti e grotteschi, è infatti costante in tutta la sua carriera. L’itinerario espositivo è completato da un nucleo di ritratti, capeggiati dal Ritratto di Sigismondo Ponzone con il cane, di proprietà del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona, tra gli esemplari più significativi della ritrattistica infantile del Seicento, dal Ritratto Trivulzio, proveniente da New York e considerato disperso dal 1932, e dal Ritratto di monaco della famiglia Pueroni (collezione privata), a lungo attribuito pittore spagnolo Francisco de Zurbarán. Grazie a un accordo tra i Comuni di Cremona e Mantova, arriva in mostra anche il Ritratto di gentiluomo, capolavoro della ritrattistica lombarda della metà del Seicento conservato al Museo del Palazzo D’Arco di Mantova.

Altre opere del Genovesino possono infine essere ammirate in chiese e palazzi a Cremona, come la vasta tela con la Moltiplicazione dei pani e dei pesci, eseguita nel 1647 per il presbiterio della Chiesa di San Francesco e oggi nel Salone dei quadri del Palazzo Comunale, dove l’artista esalta l’attualità del racconto evangelico riversandolo in un contesto familiare con ritratti vivacemente caratterizzati di contemporanei così da favorire l’identificazione del pubblico e alimentarne la fiducia nella provvidenza celeste. Sono inoltre state restaurate appositamente per la mostra, grazie al Comune e alla Diocesi di Cremona, sette importanti opere di proprietà ecclesiastica che hanno ritrovato i colori e la qualità pittorica originari.




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