Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Ricerca per: IndiceArticoliOpac SBNEuropeana

Pagina dei contenuti


sei in: Home » Sicilia » "Nello studio", la pittura intima e visionaria di Alberto Gianquinto
Esplora

Regioni

Sicilia Lombardia Valle D'Aosta Liguria Toscana Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Umbria Emilia Romagna Veneto Friuli Venezia Giulia Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Basilicata Molise Piemonte

scegli la regione


Seguici su:




linkedin





slideshare



 

Evento

3/7/2017

"Nello studio", la pittura intima e visionaria di Alberto Gianquinto

In mostra a Marsala quaranta opere che documentano il percorso dell'artista dal 1960 al 2002: dalle nature morte alle figure monumentali

Alberto Gianquinto, La Pietra di Gramsci, 1989, olio su tela
Alberto Gianquinto, La Pietra di Gramsci, 1989, olio su tela

Apre i battenti dal 2 luglio al 15 ottobre la mostra “Nello studio. Opere 1960-2002”, personale di Alberto Gianquinto, allestita nel Convento del Carmine di Marsala (Trapani) con la cura di Sergio Troisi. La rassegna, organizzata dall'Ente Mostra di Pittura Contemporanea insieme agli Archivi Alberto Gianquinto, rende omaggio all’opera del maestro a distanza di quasi trent'anni dall'ultima esposizione nella sua terra di origine.

Il percorso espositivo presenta 40 opere, molte delle quali di grandi dimensioni, in un percorso articolato per nuclei che, continuamente indagati nello spazio luminoso del suo studio, rivisitano gran parte della sua produzione: dalle nature morte dei primi anni Sessanta alle grandi composizioni del decennio successivo in cui oggetti e spazio assumono un forte valore di emblema, dai bagnanti che dagli anni Ottanta riallacciano la sua pittura alla grande lezione di Cézanne, Matisse e Picasso ai passaggi familiari di Asolo, sino alle figure monumentali che rivisitano le iconografie della maternità o degli antichi miti greci.

Una pittura insieme intima e visionaria, in cui il colore, persino i suoi sontuosi e celebrati neri, svolge un compito centrale diventando architettura del quadro: con una stesura sapientemente variata e quasi musicale negli accordi cromatici e nel segno, ora rapida e abbreviata, ora più larga e distesa, in cui tonalismo tipico della pittura veneziana si intreccia alla tradizione della grande pittura moderna francese.

Come chiosa il curatore: «Artista appartato nonostante i numerosi riconoscimenti pubblici (tra cui la sala personale alla Biennale di Venezia del 1978) e la costante attenzione della critica, Alberto Gianquinto occupa una posizione singolare nell'arte italiana del secondo Novecento. Alieno da schieramenti e tendenze, con l'eccezione della adesione alla breve esperienza del gruppo “Il Pro e il Contro” nei primi anni Sessanta, Gianquinto è stato artefice di una pittura in cui la componente lirica e l'adesione alle cose quotidiane si manifesta congiuntamente alla memoria della grande arte del passato e alla partecipazione al proprio tempo storico».




Collegamenti

Metadati correlati In rete

iconaInserisci un nuovo commento




captcha