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Evento

10/4/2018

"Parma 360", un museo diffuso di creatività contemporanea

La città emiliana, designata capitale della cultura per il 2020, ospita la terza edizione del festival dedicato alle arti creative, incentrato sul tema della sostenibilità ambientale

Barbara Nati, Gabbie di tranquillità #4, 2016, fotografia digitale, 100x80cm
Barbara Nati, Gabbie di tranquillità #4, 2016, fotografia digitale, 100x80cm

Dal 14 aprile al 3 giugno torna per il terzo anno “Parma 360. Festival della creatività contemporanea”, con la cura di Camilla Mineo e Chiara Canali, e l’organizzazione delle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company. Quest’anno il tema del Festival è la sostenibilità ambientale e il rapporto tra uomo, natura e paesaggio, fil rouge che unisce tutti gli eventi: in diversi spazi istituzionali e privati della città, si svolgono mostre di pittura, fotografia, arte digitale, scultura alternate a concerti, performance e attività formative e laboratoriali con la partecipazione di protagonisti del panorama contemporaneo come Davide Coltro, Francesco Diluca, Franco Fontana, Giovanni Frangi, Pietro Geranzani, Carlo Mattioli, Ernesto Morales, Barbara Nati e Daniele Papuli.

La manifestazionem ha il duplice obiettivo di recuperare la naturale vocazione culturale di Parma facendone vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e di sviluppare la comunità creativa del territorio attraverso l’arte, intesa come motore di crescita e trasformazione sociale. Alla base del progetto ci sono i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini e di coinvolgimento attivo della cittadinanza. Viene, infatti, promosso il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città, come l’Ospedale Vecchio, le ex Chiese di San Quirino e San Tiburzio e l’area industriale dell’ex Scedep.

Parma quest’anno è stata designata “Capitale italiana della Cultura 2020” da una giuria presieduta da Stefano Baia Curioni, che ha premiato la città emiliana rispetto alle altre finaliste Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso, in quanto «esempio virtuoso e di elevata qualità nella progettazione territoriale a base culturale. I suoi punti di forza sono rappresentati in particolare: dalla capacità di attivare e coordinare un sistema estremamente complesso di soggetti, allargato su base territoriale estesa». Come ha dichiarato Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in occasione dell’assegnazione, «le città che diventano capitali italiane della cultura hanno di fronte una grande vetrina internazionale. Non si tratta soltanto del milione di euro messo a disposizione dallo Stato, ma di tutto quello che questo titolo crea negli anni a seguire. Le esperienze degli scorsi anni dimostrano che questo titolo è un vero e proprio traino sui grandi mercati internazionali».

Il progetto presentato dalla città ha puntato l’attenzione su un concreto coinvolgimento dei soggetti privati e delle imprese su una sinergia con le Università, il mondo della ricerca e le istituzioni culturali. E ancora, tra le linee guida portanti, la rinascita urbana, l’attenzione ai giovani, l’integrazione sociale. L’idea proposta è quella di una città trasversale che spazia dalla cultura all’urbanistica, dal sociale al turismo, dall’ambiente alle pari opportunità. Una Parma nuova che permetta alla Parma storica di rivivere nella contemporaneità. Il sindaco Federico Pizzarotti ha chiosato: «sono orgoglioso del fatto che ci fossero tre città dell’Emilia: vogliamo continuare a lavorare insieme». Dal premio, Parma riceverà un milione di euro e quest'anno – a seguito di un protocollo firmato con l'Enel – si aggiunge un progetto specifico che mette a disposizione una rete elettrica per la mobilità sostenibile.




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