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29/1/2019

“Pompei e gli Etruschi”, incontro tra culture

Un nuova rassegna allestita presso gli scavi pompeiani affronta la questione dell’“Etruria campana” e delle contaminazioni tra le elite etrusche, greche e indigene

Fino al 2 maggio è aperta al pubblico, presso la Palestra Grande degli Scavi di Pompei (Napoli), la mostra “Pompei e gli Etruschi” a cura di Massimo Osanna e di Stéphane Verger, inaugurata il 12 dicembre e promossa dal Parco Archeologico di Pompei, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Polo Museale della Campania e l’organizzazione di Electa.

La rassegna – il cui accesso è incluso nella tariffa di ingresso agli scavi – affronta la complessa questione dell’“Etruria campana” e delle contaminazioni tra le elite campane etrusche, greche e indigene, al cui centro vi è Pompei. L’esposizione pompeiana si integra con le manifestazioni promosse dal Museo Archeologico di Napoli dedicate alla riscoperta della civiltà etrusca attraverso il gusto antiquario e collezionistico, in programma dal 31 maggio 2019.

Circa 800 reperti provenienti da musei italiani e europei, esposti in 13 sale allestite nel portico nord della Palestra grande, consentono un excursus dalle prime influenze etrusche in Campania prima di Pompei, alla Pompei - città nuova etrusca in una Campania multietnica, fino al suo tramonto, e alla memoria di alcune usanze etrusche che si conservarono ancora per qualche tempo. Materiali in bronzo, argento, terracotte, ceramiche, da tombe, santuari e da abitati, consentono di analizzare e mettere a confronto più elementi per affrontare le controverse dinamiche della presenza etrusca in Campania.

Fulcro della mostra sono i ritovamenti venuti alla luce dai recenti scavi nel santuario extraurbano del Fondo Iozzino – tra i principali santuari (oltre a quello di Apollo e di Atena) fondati a Pompei alla fine del VII sec a.C – che hanno restituito una grande quantità di materiale di epoca arcaica, quali armi e servizi per le libagioni rituali con iscrizioni in lingua etrusca. Questi materiali si affiancano, in mostra, a quelli provenienti dalle altre città etrusche della Campania, come Pontecagnano in primis e Capua, dove sono noti luoghi di culto importanti.

Testimonianze di sfarzose tombe principesche in cui venivano sepolti i membri più importanti di grandi famiglie aristocratiche sono, invece, i corredi funerari dalla tomba Artiaco 104 di Cuma di un principe cosmopolita, quello di una principessa di Montevetrano (tomba 74), vicino a Pontecagnano e quello della lussuosa tomba di un principe orientalizzante dal Lazio (la tomba Barberini di Palestrina).

Le dinamiche degli incontri di culture, le integrazioni tra gruppi sociali, lo spazio mediterraneo come luogo e teatro di culture fluide e identità recintate costituiscono il filo conduttore delle mostre della Palestra Grande di Pompei, a partire da quelle che hanno riguardato l’Egitto, la Grecia e ora l’Etruria.

mostra "Pompei e gli Etruschi"
mostra "Pompei e gli Etruschi"


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