Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Ricerca per: IndiceArticoliOpac SBNEuropeana

Pagina dei contenuti


sei in: Home » Liguria » "Pop Society", le intuizioni di Warhol
Esplora

Regioni

Liguria Lombardia Valle D'Aosta Liguria Toscana Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Umbria Emilia Romagna Veneto Friuli Venezia Giulia Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Basilicata Molise Piemonte

scegli la regione


Seguici su:




linkedin





slideshare



 

Evento

12/12/2016

"Pop Society", le intuizioni di Warhol

Al Palazzo Ducale di Genova un'ampia retrospettiva dedicata al grande artista statunitense, scomparso trent'anni fa, che percepì e anticipò i cambiamenti della società contemporanea

Andy Warhol, Campbell's Soup Can (Turkey Noodle), 1962, serigrafia su tela, 51x41cm; The Sonnabend Collection Foundation, in prestito a lungo termine a Ca' Pesaro, International Gallery of Modern Art, Venezia; © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2016
Andy Warhol, Campbell's Soup Can (Turkey Noodle), 1962, serigrafia su tela, 51x41cm; The Sonnabend Collection Foundation, in prestito a lungo termine a Ca' Pesaro, International Gallery of Modern Art, Venezia; © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2016

A trent’anni dalla scomparsa del grande artista statunitense, al Palazzo Ducale di Genova è in corso una retrospettiva ad Andy Warhol (Pittsurgh, 6 agosto 1928 - New York, 22 febbraio 1987), aperta dal 21 ottobre al 26 febbraio 2017: "Warhol. Pop Society".

Curata da Luca Beatrice e prodotta e organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova e da 24 Ore Cultura - Gruppo 24 Ore, la mostra presenta circa 170 opere tra tele, prints, disegni, polaroid, sculture, oggetti, provenienti da collezioni private, musei e fondazioni pubbliche e private italiane e straniere. Il percorso tematico si sviluppa intorno a sei linee conduttrici: il disegno, le icone, le polaroid, i ritratti, Andy Warhol e l’Italia, e infine il cinema e copre l’intero arco dell’attività dell’artista più famoso e popolare del secolo scorso. Con lui si apre l’epoca dell’arte contemporanea, così come ancora la intendiamo oggi a tal punto da poter parlare di un “Before Andy” e di un “After Andy”.

Warhol è stato capace di intuire e anticipare i profondi cambiamenti che la società contemporanea avrebbe attraversato a partire dall’era pop, da quando cioè l’opera d’arte comincia a relazionarsi quotidianamente con la società dei massmedia, delle merci e del consumo. Nella Factory, a New York, non solo si producevano dipinti e serigrafie: si faceva cinema, musica rock, editoria, si attraversavano nuovi linguaggi sperimentali in una costante ricerca d’avanguardia. Anche nei confronti della televisione, il nuovo medium per eccellenza, Warhol manifesta una curiosità straordinaria e, probabilmente, se fosse vissuto nei nostri tempi, non avrebbe esitato a usare i social network e la comunicazione in rete.

In mostra alcuni disegni preparatori che anticipano dipinti famosi come il Dollaro o il Mao; le celeberrime icone di Marilyn, qui presente sia nella serigrafia del 1967 sia nella tela Four Marilyn, della Campbell Soup e delle Brillo Boxes; i ritratti di volti noti come Man Ray, Liza Minnelli, Mick Jagger, Miguel Bosè e di alcuni importanti personaggi italiani: Gianni Agnelli, Giorgio Armani e Sandro Chia. Un’intera sezione è poi dedicata alle polaroid, tanto importante e utilizzata da Andy Warhol per immortalare celebrities, amici, star e starlett e di cui si presentano oltre 90 pezzi. Completa la mostra un video in cui il curatore racconta al pubblico la vita e le opere di Andy Warhol.




Collegamenti

Metadati correlati In rete

iconaInserisci un nuovo commento




captcha