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Evento

22/9/2017

"Prima di Como", un inedito patrimonio archeologico

La chiesa comasca di San Pietro in Atrio ospita una mostra che illustra le nuove scoperte archeologiche nel territorio. Nel percorso espositivo spiccano i reperti protostorici riferibili alla Cultura di Golasecca

Carro cerimoniale protostorico, V secolo a.C.; rinvenuto a Lazzago nel 1928, esposto al Museo Archeologico di Como
Carro cerimoniale protostorico, V secolo a.C.; rinvenuto a Lazzago nel 1928, esposto al Museo Archeologico di Como

La rassegna "Prima di Como. Nuove scoperte archeologiche dal territorio", allestita con la cura di Lucia Mordeglia e Marina Uboldi, dal 30 settembre al 10 novembre presso la Chiesa di San Pietro in Atrio, a Como e organizzata dalla Soprintendenza Archeologica e dai Musei Civici, illustra, accanto alla panoramica sugli ultimi ritrovamenti, le novità scientifiche sulle più antiche fasi di popolamento, sviluppatosi nel corso del primo millennio avanti Cristo, e mette in risalto il valore e il significato del ricco patrimonio archeologico comasco precedente alla fondazione della colonia romana.

Urne cinerarie e vasi per offerte dalle forme inconsuete, ornamenti in bronzo, ferro, ambra, pasta vitrea, elementi dell'abbigliamento, amuleti, simboli di status delle antiche popolazioni e preziosissime armi riferibili alla cultura protostorica detta "di Golasecca" caratterizzano il percorso espositivo, accompagnato da fotografie e disegni ricostruttivi, video e immagini 3D, che forniscono, grazie alle nuove tecnologie, informazioni approfondite finalizzate a coinvolgere un vasto pubblico.

I temi principali della mostra sono i corredi funerari della prima Età del Ferro provenienti dagli scavi di San Fermo della Battaglia, emersi nel 2011 durante la costruzione della nuova Pedemontana; l'enigmatica area religiosa e monumentale del Nuovo Ospedale Sant'Anna, risalente al VI secolo a.C., costituita da un grande circolo del diametro di 70 metri, delimitato da un doppio recinto di pietre con piattaforma centrale ad emiciclo e setti radiali in materiali litici e terre diverse, di difficile interpretazione funzionale; un ripostiglio sacro dell'Età del Ferro rinvenuto sul Monte San Zeno in Val d'Intelvi; i più recenti dati archeobiologici sul clima, la vegetazione, l'alimentazione umana in età protostorica; e infine i risultati della nuova ricerca condotta sul Carro cerimoniale del V secolo a.C. della Ca' Morta da Bruno Chaume dell'Università della Borgogna, che ha messo in evidenza una stretta parentela con i coevi carri di ambito culturale hallstattiano, rinvenuti nel Centro Europa.

L’esposizione è anche un invito a visitare i beni archeologici presenti in città e nei dintorni: il Museo Civico cittadino, dove sono conservati l'originale del Carro celtico e i reperti dei passati rinvenimenti nella necropoli della Ca' Morta, il Parco della Spina Verde, il Circolo dell'Ospedale di S. Anna e infine, per l'epoca romana, l'area delle Terme di Viale Lecco e Porta Pretoria.




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