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26/7/2018

“Revolution”, note ribelli al Dromos Festival

La manifestazione musicale di Oristano e provincia celebra il suo ventennale e il cinquantesimo anniversario della contestazione con un programma di concerti, mostre, proiezioni e incontri

Prende il via il 30 luglio in Sardegna per proseguire fino al 15 agosto il Dromos Festival, giunto alla ventesima edizione. La manifestazione, organizzata dall’associazione Dromos col contributo della Regione e dei comuni coinvolti, si svolge tra Oristano e altri undici centri della provincia: Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Fordongianus, Mogoro, Morgongiori, Neoneli, Nureci, San Vero Milis, Ula Tirso e Villa Verde.

“DromosRevolution” è il titolo scelto per l’edizione 2018, che celebra sia il ventennale dell’appuntamento musicale sardo sia il cinquantesimo anniversario del 1968, anno cruciale del movimento della contestazione, con un programma di concerti, mostre, incontri con ospiti, presentazioni di libri e altri eventi. Tra i protagonisti Dee Dee Bridgewater, Bombino, Gonzalo Rubalcaba, Bokanté, Vinicio Capossela, Marialy Pacheco, Fatoumata Diawara, Roland Tchakounté, Kristin Asbjørnsen e Seun Kuti.

Il cartellone musicale spazia tra più latitudini e generi, a partire dal jazz, con prestigiosi musicisti internazionali. Particolarmente presente l’Africa, con la cantante maliana Fatoumata Diawara; con Bombino, il chitarrista tuareg originario del Niger, e con il ghanese Guy One, cantante e virtuoso del kologo (una sorta di banjo a due corde); e poi Cuba, con il cantante e percussionista Pedrito Martinez, il batterista Horacio “El Negro” Hernandez e i pianisti Gonzalo Rubalcaba e Marialy Pacheco.

La Sardegna, invece, schiera il Mal Bigatto Trio e il sassofonista nuorese Gavino Murgia insieme al chitarrista franco-vietnamita Nguyên Lê e al percussionista/polistrumentista francese Mino Cinelu nel progetto Dream Weavers, ma ha un legame con l’isola anche il concerto di Vinicio Capossela. Affonda invece le radici tra il Delta del Mississippi e il deserto africano il gruppo Bokanté creato dal fondatore e leader degli Snarky Puppy, Michael League. Dagli Stati Uniti arriva la stella Dee Dee Bridgewater.

Mamma Blues è un “festival nel festival”, con tre serate a cavallo di Ferragosto: il cantante e chitarrista Roland Tchakounté, camerunense da tempo in Francia, e il nigeriano Seun Kuti (figlio di Fela) sono i nomi di spicco, insieme a quello della cantante e chitarrista norvegese Kristin Asbjørnsen. Il blues sardo è rappresentato dal duo Don Leone e dal Bob Forte Trio.

Per quanto riguarda le arti visive, è allestita la mostra “68/Revolution - Memorie, nostalgie, oblii”, curata da Ivo Serafino Fenu e da Chiara Schirru in collaborazione con AskosArte e la Pinacoteca “Carlo Contini”. Intorno al tema del 268 (e dintorni) ruota anche una rassegna cinematografica a cura dell’Associazione Lampalughis.

logo Dromos Revolution 2018
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