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25/2/2014

"Ri-conoscere Michelangelo", fotografi e pittori a confronto col genio

A Firenze, alla Galleria dell'Accademia, una mostra dedicata agli artisti che nell'Ottocento e nel Novecento hanno avuto in Buonarroti un riferimento iconografico 

In occasione delle celebrazioni per i quattrocentocinquanta anni dalla morte di Michelangelo Buonarroti, la Galleria dell’Accademia di Firenze, in collaborazione con Fratelli Alinari, presenta la mostra “Ri-conoscere Michelangelo - La scultura del Buonarroti nella fotografia e nella pittura dall'Ottocento ad oggi” aperta al pubblico dal 18 febbraio al 18 maggio e realizzata con il coordinamento dell’Accademia delle Arti del Disegno.

L’esposizione è uno sguardo sull’opera di Michelangelo attraverso i lavori di scultori, pittori e fotografi che hanno guardato a lui come riferimento iconografico: partendo dalla produzione fotografica realizzata tra il XIX e il XX secolo, si è cercato di evidenziare il ruolo determinante che la fotografia ha svolto nel consolidare la fortuna del Buonarroti e la celebrazione del suo mito.

Il percorso della mostra prende avvio dalle rappresentazioni della fisionomia e della personalità di Michelangelo, con opere di Eugène Delacroix e Auguste Rodin e di altri autori che hanno operato con il nuovo medium fotografico alle origini, tra i primi Eugène Piot, Édouard-Denis Baldus, gli Alinari, John Brampton Philpot.

Nasce quindi un nuovo legame tra storici dell’arte e fotografi, ai quali è affidato il compito di rintracciare le forme dell’opera a supporto della ricerca storico artistica: tra i casi proposti, le fotografie di Giuseppe Pagano alla Pietà di Palestrina, il lavoro di David Finn e di Aurelio Amendola, chiamati a collaborare con autorevoli storici dell’arte.

La presenza di Michelangelo si riconosce anche nell’opera di artisti del Novecento come Medardo Rosso, Henri Matisse, Carlo Mollino e nella ricerca fotografica di personalità quali Emmanuel Sougez, Herbert List, Horst P. Horst, fino ad avvicinarsi agli anni Settanta, con le ricerche di Tano Festa, Paolo Monti, Antonia Mulas e raggiungere le espressioni della contemporaneità con Helmut Newton e Gabriele Basilico.

L’esposizione si conclude con i riferimenti al tema della copia e del multiplo nell’epoca della riproducibilità affrontati nell’opera di Karen Knorr, Lisa Sarfati, Tim Parchikov, mentre riconosciamo Michelangelo quale modello formale di riferimento della “staged photography” di Frank Horvat, Youssef Nabil, Kim Ki-duk, fino a diventare “assenza” nelle immagini di Thomas Struth e Candida Höfer.

Renato Sansaini, Michelangelo: La Pietà (particolare) - Basilica di San Pietro, 1940 ca., stampa alla gelatina bromuro d'argento, Firenze, Collezione Ferruccio Malandrini
Renato Sansaini, Michelangelo: La Pietà (particolare) - Basilica di San Pietro, 1940 ca., stampa alla gelatina bromuro d'argento, Firenze, Collezione Ferruccio Malandrini

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