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Evento

17/11/2017

“Rivoluzione Galileo”, tra scienza e arte

A Padova una mostra che racconta una figura dalle molte sfaccettature e la sua influenza culturale, estesa ben al di là dell’astronomia

Cristiano Banti, Galileo davanti all'Inquisizione, 1857; Palazzo Foresti
Cristiano Banti, Galileo davanti all'Inquisizione, 1857; Palazzo Foresti

Dopo Galileo nulla fu come prima, non solo nella scienza, ma anche nell’arte. Parte da questa premessa la mostra “Rivoluzione Galileo”, a cura di Giovanni Carlo Federico Villa e Stefan Weppelmann, in programma a Padova, a Palazzo del Monte di Pietà, dal 18 novembre al 18 marzo 2018. L’esposizione, prodotta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, racconta, attraverso capolavori assoluti di sette secoli di arte occidentale in dialogo con testimonianze e reperti diversi, una figura dalle molteplici sfaccettature: scienziato padre del metodo sperimentale, musicista ed esecutore, artista, letterato, imprenditore (col cannocchiale, il microscopio, il compasso), uomo appassionato di viticoltura.

Il percorso espositivo riunisce moltissime opere d’arte, a partire dagli acquerelli e schizzi dello stesso Galileo, che denotano un disegnatore di altissima qualità. L’influenza delle conquiste galileiane sulla cultura artistica appare evidente già nel primo Seicento: ne sono esempi la minuziosa resa della natura dei Brueghel e di Govaerts; la prima rappresentazione della Via Lattea nella Fuga in Egitto di Adam Elsheimer; la raffigurazione della luna vista con il cannocchiale; le nuove formule compositive, più documentariste e meno simboliste, della natura morta. Tra i capolavori seicenteschi spiccano il dipinto del Guercino dedicato al mito di Endimione, con una delle prime raffigurazioni del cannocchiale. Inoltre, tra gli anni Venti e Trenta del secolo prese vita una vera e propria “bottega” galileiana, ovvero una generazione di artisti – Artemisia Gentileschi, l’Empoli, Stefano Della Bella – in grado di condividere le suggestioni della lezione dello scienziato.

Una parte della rassegna riguarda la “costruzione” del mito galileiano in epoca ottocentesca: nel 1841 il Granduca Leopoldo II di Lorena inaugurò in Palazzo Torrigiani la Tribuna di Galileo, ambiente immaginato come una sintesi iconografica della scienza sperimentale. L’Ottocento fu il secolo dei monumenti dedicati allo scienziato. Una sezione, infine, è dedicata all’arte contemporanea: da Gaetano Previati a Giacomo Balla ad Anish Kapoor.

Alla mostra si affianca un programma di iniziative, incontri, approfondimenti che l’Università agli Studi di Padova ha organizzato su uno dei suoi più illustri docenti e maestri.





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