Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Ricerca per: IndiceArticoliOpac SBNEuropeana

Pagina dei contenuti


sei in: Home » Musei » "Salon de la Rose+Croix", l'arte come rito esoterico
Esplora

Regioni

mappa regioni italiane Lombardia Valle D'Aosta Liguria Toscana Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Umbria Emilia Romagna Veneto Friuli Venezia Giulia Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Basilicata Molise Piemonte

scegli la regione


Seguici su:




linkedin





slideshare



 

Evento

30/11/2017

"Salon de la Rose+Croix", l'arte come rito esoterico

Alla Collezione Guggenheim di Venezia una mostra dedicata alle esposizioni parigine del periodo 1892-97, la fase del simbolismo mistico

mostra "Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897"; foto: Matteo de Fina
mostra "Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897"; foto: Matteo de Fina

Dal 28 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018 la Collezione Peggy Guggenheim, a Venezia, presenta “Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897”, mostra museale, che arriva dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York, curata da Vivien Greene e dedicata all’arte rivelatrice e significativa dei Salon de la Rose+Croix. Tematiche legate al mistero e alla mitologia, spesso attinte dalla letteratura, sono centrali nell’arte dei sei Salon organizzati a Parigi tra il 1892 e il 1897. Immagini di femme fragile e fatale, creature androgine, chimere e incubi sono alla base delle opere esposte, così come linee sinuose, figure stilizzate e forme anti-naturalistiche.

In mostra una quarantina di opere, esposte nei diversi Salon, di vari artisti, alcuni noti altri meno, che invitano a guardare e interpretare con occhi nuovi l’eredità artistica lasciata dal Simbolismo di fine Ottocento: nella primavera del 1892 Joséphin Péladan (1858-1918), critico e autore rosacrociano, inaugura alla Galerie Durand-Ruel di Parigi il primo Salon de la Rose+Croix come estensione della confraternita segreta Rose+Croix che egli stesso istituisce, un ordine esoterico con radici nel misticismo e nei riti arcani, considerati da Péladan i mezzi per comprendere le verità universali e raggiungere l’illuminazione. Con una cadenza annuale, i Salon portavano in scena, proprio per volere dell’eccentrico Péladan, un genere di arte mistico-simbolista, soprattutto di connotazione ermetica e spirituale.

In mostra dipinti, opere su carta, e sculture di artisti come Antoine Bourdelle, Rogelio de Egusquiza, Jean Delville, Charles Filiger, Fernand Khnopff, Charles Maurin, Alphonse Osbert, Armand Point, Georges Rouault, Carlos Schwabe, Alexandre Séon, Jan Toorop, Ville Vallgren e Félix Vallotton.

La rassegna offre l’opportunità di approfondire le diverse idee, talvolta opposte le une alle altre, che erano alla base del Simbolismo negli anni Novanta dell’Ottocento. Concentrandosi su opere fondamentali esposte in ciascun Salon, la mostra individua alcuni temi ricorrenti, come ad esempio il ruolo di Orfeo, l’adulazione della pittura degli artisti del primo Rinascimento italiano, noti come i Primitivi, e il culto della personalità che si sviluppò intorno a figure quali Richard Wagner e lo stesso Péladan. Non manca la componente musicale, rappresentata da lavori di Erik Satie e altri, a sottolineare il ruolo-chiave occupato dai compositori dell’epoca e del passato.




Collegamenti

In rete

iconaInserisci un nuovo commento




captcha