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26/3/2018

"Sant'Agata", il Correggio ritrovato

A Senigallia una mostra incentrata sull'importante ritrovamento di un piccolo capolavoro dell'Allegri giunto in città alla fine dell'Ottocento

“Il Correggio ritrovato. La Sant’Agata di Senigallia” è l’esposizione presentata dal 15 marzo al 2 settembre presso il Palazzetto Baviera a Senigallia (Ancona): si tratta dell’importante ritrovamento, presso una nobile famiglia di Fano, del volto di Sant’Agata, avvenuto grazie all’Associazione “Amici del Correggio” e grazie a Claudio Paolinelli che ha portato l’evento all’attenzione del Comune di Senigallia.

Definito «il pittor delle Grazie», Antonio Allegri detto il Correggio (1489-1534), ha saputo portare la vivezza della pittura, i moti dell'animo, le libertà dei corpi nelle pale d’altare e nelle immense cupole celestiali, così come nei visi profondamente espressivi dei suoi soggetti femminili. La Sant’Agata di Senigallia – martire patrona di Catania – è ritratta in un momento di contemplazione dei simboli del suo martirio. Il leggero mantello che le avvolge il collo, il volto di grande bellezza, la capigliatura soffice e ordinata, la collocano alla metà degli anni Venti del Cinquecento. La tavola si pone nel pieno della maturità del pittore e può essere considerata come fosse una prima prova per opere come l'Adorazione degli Uffizi, lo Sposalizio mistico di Santa Caterina del Louvre, la Santa Caterina leggente di Hampton Court.

Come dichiara il sindaco Maurizio Mangialardi «Per la città di Senigallia è un onore poter presentare questa importante opera ritrovata eseguita da uno dei maestri dell’arte Rinascimentale italiana come il Correggio all'interno dello scrigno prezioso di Palazzetto Baviera, riaperto lo scorso anno dopo lo splendido restauro».

Questo piccolo capolavoro correggesco, era arrivato a Senigallia alla fine dell’Ottocento, portato in dono da un gentiluomo inglese al medico Angelo Zotti, luminare che gli salvò la vita. La Sant'Agata era stata probabilmente acquistata nel Settecento, già come autografo del Correggio, da un viaggiatore inglese. La tavola però non rimarrà presso la famiglia Zotti ma, attraverso diverse vicende ereditarie, arrivò nel Novecento in possesso di due nobili sorelle residenti a Fano. È qui che nel 2004 la vide Dario Fo, interpretando il volto della Santa come un ritratto di Jeronima, moglie del Correggio, ed è proprio grazie all’attore che il dipinto venne restaurato e pubblicato, arrivando oggi ad essere esposto al pubblico.

La mostra marchigiana è costruita per immagini e testi che raccontano il Correggio e che conducono, attraverso confronti stilistici e documentari, alla tavola con la Sant’Agata, dimostrando come l’espressione del viso della modella ritratta dall’artista, sia stata poi impiegata, nelle sue peculiarità, in grandi e famose tele – sacre e profane – del “Pittor delle Grazie”. A far da cornice al percorso espositivo, il piano nobile di Palazzetto Baviera, in cui spiccano i soffitti decorati a stucco e realizzati dall’artista urbinate Federico Brandani nella seconda metà del Cinquecento. Completa la rassegna un catalogo edito da Silvana Editoriale con contributi di Giuseppe Adani, Renza Bolognesi, Benedetta Montevecchi e Donato Mori.

Antonio Allegri detto il Correggio, Sant'Agata di Senigallia
Antonio Allegri detto il Correggio, Sant'Agata di Senigallia

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