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3/3/2014

“Sironi e la Grande Guerra”: vignette, ritratti e paesaggi

Una mostra a Chieti approfondisce la tematica bellica del pittore, nucleo centrale di un percorso espositivo che comprende anche altri artisti, dai futuristi a Grosz e Dix

“Sironi e la Grande Guerra. L’arte e la Prima Guerra Mondiale dai futuristi a Grosz e Dix” apre il programma espositivo per il centenario dell’evento bellico (1914-1918). Promossa dalla Fondazione Carichieti e ospitata a Palazzo de Mayo, a Chieti, dal 22 febbraio al 24 maggio, l'esposizione, a cura di Elena Pontiggia, comprende oltre cinquanta opere di artisti che, in vario modo, hanno rappresentato l'esperienza tragica del conflitto: da Balla a Carrà, da Léger a Grosz e Dix, da Previati a Nomellini. Al centro della rassegna è, tuttavia, Mario Sironi, di cui vengono per la prima volta analizzate organicamente la stagione degli anni 1915-1918 e la tematica della guerra.

Il percorso di visita muove da maestri europei come Fernand Léger con I giocatori di carte (1915); Otto Dix, con Schützengraben in der Champagne (1916); George Grosz. Prosegue poi con gli italiani, da Gaetano Previati (Gli orrori della guerra, 1917) e Plinio Nomellini (Allegoria della vittoria sull’esercito in marcia, 1919) ai futuristi Giacomo Balla, Carlo Carrà, Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Gerardo Dottori, fino ad Aroldo Bonzagni, Massimo Campigli e molti altri, tra cui Lorenzo Viani e Pietro Marussig che rappresentano entrambi un Soldato austriaco, emblema della sconfitta.

Le sale sironiane mostrano in apertura le vignette satiriche contro gli austro-tedeschi realizzate nel 1915-1918, tra cui quelle per la rivista «Il Montello», diretta da Massimo Bontempelli; di rilevante interesse, in particolare, è l’ultimo numero, uscito nel novembre 1918 per celebrare la vittoria, di cui sopravvivono solo cinque copie. A seguire i commoventi ritratti di soldati e ufficiali e il drammatico paesaggio urbano Città e aereo (1921).

Si ammirano, inoltre, due opere monumentali: la tela della Vittoria alata, dipinta nel 1935, e i Soldati, del 1936. La prima è il cartone per l’affresco L’Italia fra le scienze e le arti, realizzato per l’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma, ed è oggi il più importante documento dell’idea sironiana perché l’affresco romano è stato pesantemente ridipinto.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Allemandi.

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