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Evento

10/8/2017

"Spazialismi", oltre la bidimensionalità della tela

A Cortina d'Ampezzo una mostra collettiva dedicata a uno dei maggiori movimenti artistici del secondo Novecento. L'esposizione ne evidenzia gli sviluppi non univoci e non omogenei

mostra "Spazialismi"
mostra "Spazialismi"

La Galleria Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo (Belluno) presenta dal 10 agosto al 3 settembre la rassegna “Spazialismi”, dedicata ad alcuni artisti che hanno rivolto la loro produzione pittorica al tema dello spazialismo, uno dei maggiori movimenti culturali italiani del secondo Novecento, di cui ricorre il settantesimo anniversario: nel 1946, a Buenos Aires, Lucio Fontana redige il Manifesto blanco, in cui afferma l’importanza di un nuovo modo di concepire lo spazio. Un anno più tardi, a Milano, insieme a Giorgio Kaisserlian, Beniamino Joppolo, Milena Milani e Antonino Tuillier, viene firmato il primo Manifesto spazialista.

Da queste idee nacquero i Concetti spaziali: incidendo la superficie monocroma dei suoi quadri con una serie di buchi o tagli, Fontana vuole superare i limiti bidimensionali della tela, per creare al tempo stesso uno spazio fisico e concettuale. Lo stesso artista nel Manifesto scrive: «È impossibile che l'uomo dalla tela, dal bronzo, dal gesso, dalla plastilina non passi alla pura immagine aerea, universale, sospesa, come fu impossibile che dalla grafite non passasse alla tela, al bronzo, al gesso, alla plastilina, senza per nulla negare la validità eterna delle immagini create attraverso grafite, bronzo, tela, gesso, plastilina».

Negli anni seguenti aderiscono allo Spazialismo, in misura maggiore o minore, numerosi artisti e intellettuali, come Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Enrico Castellani, Roberto Crippa, Gianni Dova, Tancredi Parmeggiani, Giuseppe Santomaso, Turi Simeti, Atanasio Soldati, Emilio Vedova e Luigi Veronesi. Il movimento non ha uno sviluppo omogeneo e univoco: come scrive Silvia Petrioli nel testo del catalogo, edito da Farsettiartem «le poetiche dello Spazialismo pongono dunque lo spettatore dinnanzi ad uno scenario artistico molto vasto ed estremamente differenziato per la varietà ed autonomia dei linguaggi di coloro che vi hanno aderito, ma il senso di scavalcamento del limite, come conquista di uno spazio mentale ancor prima che reale, è la dinamica profonda ed univoca che ha alimentato l’epoca spaziale, consentendole di giungere al di là dei propri confini di contingenza storica e permettendole di riuscire ad indicare la strada anche agli artisti successivi».

Il filo conduttore che spiega la presenza di questa mostra a Cortina d’Ampezzo è la figura di Milena Milani, una dei firmatari del primo Manifesto spazialista. Scrittrice, giornalista e artista, nel febbraio del 1972 la Galleria Farsettiarte le dedicò un’esposizione personale, intitolata “Regarder”: in quell'occasione Milani lanciò l’idea di pubblicare una rivista innovativa che unisse arte e poesia. Negli anni seguenti l’artista soggiornò frequentemente a Cortina dove fu un’instancabile animatrice culturale e collaborò assiduamente con la Galleria.



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