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Evento

9/7/2018

“Suggestioni d’Italia”, scatti dal Neorealismo al Duemila

In mostra alla Gam di Torino oltre cento fotografie di 14 grandi maestri

Ferdinando Scianna, Italia, Pantelleria, 1962, stampa ai sali d'argento
Ferdinando Scianna, Italia, Pantelleria, 1962, stampa ai sali d'argento

La Gam - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino propone dal 13 luglio al 23 settembre una significativa selezione della fotografia italiana del secondo dopoguerra: oltre cento immagini di 14 grandi maestri che raccontano l’Italia e i suoi abitanti. L’esposizione, intitolata “Suggestioni d’Italia. Dal Neorealismo al Duemila. Lo sguardo di 14 fotografi”, è curata da Riccardo Passoni.

Le opere scelte sono paesaggi, foto di architettura, immagini di fotografia sociale, soprattutto in bianco e nero ma anche a colori, scattate in molti e diversi luoghi del territorio nazionale. Con questa rassegna il museo presenta una parte del considerevole patrimonio fotografico acquisito negli ultimi anni e torna a dedicare un appuntamento espositivo.

Nelle fotografie di Nino Migliori (1926), tra i primi interpreti neorealisti, prevalgono i luoghi e i segni dell’uomo; particolare attenzione è dedicata ai soggetti deboli. Anche Gianni Berengo Gardin (1930) punta l’obiettivo sui temi del disagio e dell’arretratezza sociale. Mario Cresci (1942), in un’investigazione più marcatamente concettuale, indaga i luoghi di lavoro, soprattutto le cave.

Mimmo Jodice (1934) interpreta sia paesaggi minori sia luoghi ad alta intensità culturale e monumentale. Mario Giacomelli (1925–2000) focalizza l’interesse sulla cultura “bassa” e sulla campagna. Franco Fontana (1933) è artefice di una ricerca sul colore in chiave mentale, che porta la naturalità dei soggetti in una dimensione astraente.

Luigi Ghirri (1943-1992) immortala paesaggi privi della presenza umana, dai quali scaturisce un senso di mistero. Ugo Mulas (1928-1973) indaga le periferie delle città industriali. Uliano Lucas (1942) è autore di una fotografia di denuncia delle sofferenze collettive.

Ferdinando Scianna (1943) considera i luoghi in una dimensione antropologica evidenziandone i contrasti. Gabriele Basilico (1944-2013) si sofferma sulle geometrie dell’architettura, perlopiù urbana e periferica. Anche Aurelio Amendola (1938) lavora sull’architettura, soprattutto sul dettaglio.

Enzo Obiso (1954) fotografa paesaggi solari con apparizioni sorprendenti. Bruna Biamino (1956) immerge architetture e paesaggi in colori lattiginosi, con effetti di sospensione e spaesamento.




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