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Evento

11/8/2017

“Tesori della Valnerina”, un invito alla riscoperta del territorio

In mostra a Spoleto trenta opere tratte in salvo dal terremoto e già restaurate: insieme al biglietto una carta per sconti e agevolazioni nei musei e nei festival umbri

Madonna di Costantinopoli
Madonna di Costantinopoli

Nella Rocca Albornoziana - Museo Nazionale del Ducato di Spoleto (Perugia) sono esposte fino al 5 novembre trenta opere tratte in salvo dal terremoto e già restaurate. La mostra, già visitata dal 5 marzo da sedicimila visitatori, si intitola “Tesori dalla Valnerina” e intende raccontare la capacità di reagire delle comunità locali e incentivare la riscoperta del territorio, nel periodo estivo e fino alla festa di Ognissanti: insieme al biglietto, infatti, nell’ambito del programma “Scoprendo l’Umbria”, viene consegnata una speciale carta che dà diritto a sconti e agevolazioni in oltre ottanta musei e nei principali festival della regione, come il Festival delle Nazioni di Città di Castello (dal 29 agosto al 9 settembre), il Todi Festival (dal 26 agosto al 3 settembre), la Sagra Musicale Umbra (dal 6 al 17 settembre). L’esposizione è organizzata dalla Regione Umbria, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dall’Archidiocesi di Spoleto-Norcia e dai Comuni di Spoleto, Cascia, Norcia, Preci e Sant’Anatolia di Narco; è prodotta da Sistema Museo ed è curata da Marica Mercalli, Antonella Pinna e Rosaria Mencarelli.

Il percorso espositivo, arricchito di nuovi reperti dopo la proroga della chiusura (che era stata inizialmente prevista per il 30 luglio), accoglie sculture, dipinti, manufatti, oggetti di oreficeria, arredi e volumi sacri, una varietà rappresentativa della ricchezza artistica del territorio. Si tratta di testimonianze di devozione popolare, tradizione artigiana, natura etnoantropologica, espressioni di quell’unicum costituito dalla Valnerina nel contesto dell’arte umbra dal XIII al XVII secolo. È presente, tra l’altro, una campana proveniente dall’Abbazia di Sant’Eutizio di Preci, in rappresentanza delle tante campane recuperate dopo i crolli dei campanili ai quali appartenevano.

Le opere provengono da edifici, soprattutto chiese, danneggiati dal sisma e dal Museo della Castellina di Norcia; sono state messe in sicurezza dalle squadre formate dai tecnici del Mibact, dai Vigili del Fuoco, dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, dall’Esercito e dai volontari della Protezione Civile, e ricoverate nel deposito in località Santo Chiodo di Spoleto; quindi, sono state sottoposte a restauro a tempo di record, grazie alla collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e con i laboratori dei Musei Vaticani e all'impegno di restauratori umbri, una vera e propria task-force sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Durante il periodo della rassegna è possibile prenotare di giovedì visite guidate al deposito di Santo Chiodo; il cinquanta per cento del ricavo sarà devoluto al finanziamento dei restauri.




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