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Evento

5/10/2017

"Tra il grano e il cielo", un viaggio nella vita di Van Gogh

A Vicenza un'ampia mostra, parte di un più vasto progetto – che comprende anche una pubblicazione, un film e uno spettacolo teatrale – di ricostruzione della biografia e dell'attività artistica dell'autore

Vincent van Gogh, Vecchio che soffre ("Alle porte dell'Eternità"), 1890, olio su tela, 81,8x65,5cm; Otterlo, Kröller-Müller Museum
Vincent van Gogh, Vecchio che soffre ("Alle porte dell'Eternità"), 1890, olio su tela, 81,8x65,5cm; Otterlo, Kröller-Müller Museum

Apre i battenti il “Progetto Van Gogh”, che prevede una grande mostra monografica dal titolo “Van Gogh. Tra il grano e il cielo” allestita dal 7 ottobre all’8 aprile 2018 nella Basilica Palladiana di Vicenza, con la cura di Marco Goldin, promossa dal Comune e Linea d’ombra.

Il curatore così descrive la mostra vicentina: «Racconterà attraverso 129 opere in totale43 dipinti e 86 disegni – l’intero percorso artistico di Vincent van Gogh, dai disegni di esordio assoluto al tempo del Borinage in Belgio nel 1880, quando svolgeva la funzione di predicatore laico per i minatori della zona, fino ai quadri conclusivi con i campi di grano realizzati a Auvers-sur-Oise nel luglio del 1890, pochi giorni prima di suicidarsi. Accanto alle opere di Van Gogh, per utili e puntuali confronti, si incontreranno il Seminatore di Jean-François Millet e alcuni dipinti dei pittori della Scuola dell’Aia, che il giovane Vincent guardava con ammirazione, da Israëls ai due Maris».

La rassegna gode del contributo del Kröller-Müller Museum di Otterlo, museo olandese che presta oltre cento delle opere di Van Gogh in arrivo a Vicenza. Un’altra decina di istituzioni e collezioni private aggiungono capolavori per sigillare l’intero percorso, a cominciare dalla versione da Vincent più amata de Il ponte di Langlois (1888), una tra le immagini simbolo della sua parabola artistica e per questa occasione concessa eccezionalmente dal museo di Colonia.

Il “Progetto Van Gogh” si articola anche in altre iniziative di rilievo come la pubblicazione, a cura di Marco Goldin e Silvia Zancanella, della monografia Lettere a Théo: spiega ancora il curatore «La mostra, al di là della vastissima presenza di opere, l’ho pensata anche come la precisa ricostruzione della vita di Vincent van Gogh, seguendolo non solo nei dieci anni che vanno dal 1880 al 1890, ma anche nel decennio precedente, quello che prepara l’attività artistica. In questo senso, di fondamentale importanza è stata per me la rilettura, e il nuovo studio, delle lettere, soprattutto all’amato fratello Théo. Anche quelle scritte dal 1872 all’estate del 1880, quando da Cuesmes in Belgio annuncia, appunto a Théo, di voler diventare un artista. È il tempo dei suoi vagabondaggi, per i vari tentativi, e fallimenti, tra lavoro e aspirazioni teologiche, tra Olanda, Inghilterra, Francia e Belgio. Prima del suo percorso vero e proprio tra Brabante olandese e Francia, da Parigi, alla Provenza a Auvers. Per questo motivo abbiamo editato un nuovo libro, che accompagnerà la mostra, con cento lettere appositamente tradotte, includendo prima di tutto quelle che riguardano le opere esposte, oltre ad alcune altre fondamentali per la storia di Van Gogh».

Un ulteriore capitolo riguarda l’allestimento della grande rassegna che è stato pensato come un “viaggio” nei luoghi nei quali Vincent ha vissuto: il Borinage, Etten, l’Aia, il Drenthe, Nuenen, Parigi, Arles, Saint-Rémy e Auvers-sur-Oise. Nella manifestazione rientrano anche un film, appositamente creato, dal titolo Van Gogh. Storia di una vita e uno spettacolo teatrale incentrato sull’ultima dolorosa fase della vita del maestro olandese, le cui scene sono state, inoltre, illustrate dall’artista Matteo Massagrande.




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