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Evento

6/8/2018

“Un’idea di fotografia”, focus sul rapporto tra individuo e società

A Pieve di Soligo l’ottava edizione della manifestazione, con un’antologia dedicata a Mario Giacomelli e ricerche di autori contemporanei

Mario Giacomelli, dalla serie "Presa di coscienza sulla natura"; © Eredi Mario Giacomelli - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea, Milano-Cinisello Balsamo
Mario Giacomelli, dalla serie "Presa di coscienza sulla natura"; © Eredi Mario Giacomelli - Regione Lombardia / Museo di Fotografia Contemporanea, Milano-Cinisello Balsamo

Fino al 26 agosto a Pieve di Soligo (Treviso) si possono visitare le mostre di “F4 / Un’idea di fotografia”, festival di fotografia contemporanea giunto all’ottava edizione. Inaugurata il 14 luglio, la manifestazione, ospitata a Villa Brandolini, è promossa dalla Fondazione Francesco Fabbri in collaborazione con il Comune e con la direzione artistica di Carlo Sala. Il filo conduttore di quest’anno è il rapporto tra l’individuo e la società.

Un’esposizione antologica è dedicata a Mario Giacomelli, tra i più grandi maestri del Novecento, promossa in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano). Intitolata “Il corpo della terra” e curata da Carlo Sala, la rassegna presenta i due cicli più importanti dell’autore, i Paesaggi e Ospizio, in un secondo momento rinominato Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, dalla poesia dello scrittore Cesare Pavese. Nel primo sono immortalate le colline marchigiane, con echi delle ricerche dell’arte informale: l’autore per realizzarli chiese ai contadini suoi conoscenti di tracciare sulla terra dei segni con i loro trattori, modificando così il territorio. Nel secondo è racconta la situazione di solitudine e desolazione nell’ospizio di Senigallia (Ancona), sua città natale.

La collettiva “Around me. Traces of presence in biopolscapes” presenta, invece, il lavoro di tre autori emergenti del panorama nazionale: Irene Fenara, con il ciclo Supervision, composto da immagini provenienti da videocamere di sorveglianza; Alessandro Calabrese, col progetto The Long Thing, sulla condizione di un lavoratore che si scontra con la burocrazia; Alessandro Sambini, con la serie Spelling Book - Learning from Caltech 256, realizzata utilizzando un algoritmo per generare forme iconiche.

La personale “L’albero del latte” di Silvia Bigi, a cura di Francesca Lazzarini, esplora invece il tema dell’identità di genere, sollevando riflessioni sul ruolo della donna nella società contemporanea, in un percorso articolato tra fotografie, installazioni, documenti di finzione e objets trouvés raccolti tra i Balcani e la Romagna. Il progetto, prodotto dalla Fondazione Dino Zoli di Forlì, nasce dal ritrovamento casuale delle fotografie delle sorelle Vukosava e Stana Cerovic, quest'ultima in sembianze maschili: si tratta di una delle tobelije, donne disposte a rimanere vergini e a trasformarsi in uomini pur di assicurarsi una vita indipendente in una società fortemente patriarcale.

Infine, sono esposte le opere del vincitore della sesta edizione del Premio Fabbri, Alberto Sinigaglia, che presenta la serie fotografica Microwave City incentrata sulla città di Las Vegas.




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