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Evento

7/9/2017

“Un popolo che cambia la storia”, l’epopea longobarda

A Pavia una grande mostra frutto di quindici anni di nuove ricerche archeologiche e storiche, un evento internazionale che poi farà tappa a Napoli e San Pietroburgo

mostra "Longobardi. Un popolo che cambia la storia"
mostra "Longobardi. Un popolo che cambia la storia"

Ha preso il via ai Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia un grande evento internazionale: la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”, in programma dal 1º settembre al 3 dicembre, prima di trasferirsi al Mann - Museo Archeologico Nazionale di Napoli e al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, in Russia, con un corpus espositivo unitario per le tre sedi e alcune varianti specifiche. Le tre istituzioni museali hanno collaborato, con l’appoggio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, alla realizzazione di un progetto che, per gli studi scientifici svolti, l’analisi del contesto storico italiano e più ampiamente mediterraneo ed europeo e gli eccezionali materiali esposti, quasi totalmente inediti, si preannuncia “epocale”.

L’esposizione è l’approdo di oltre quindici anni di nuove indagini archeologiche, epigrafiche e storico-politiche su siti e necropoli altomedievali e vanta numeri di grande rilievo: oltre 300 opere, provenienti da più di 80 enti prestatori; oltre 50 studiosi coinvolti nelle ricerche e nel catalogo edito da Skira; 32 siti e centri longobardi rappresentati; 58 corredi funerari esposti integralmente; 17 video originali e installazioni multimediali; tre cripte longobarde pavesi aperte per la prima volta al pubblico in un apposito itinerario. La rassegna, curata da Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi con Ermanno Arslan, Carlo Bertelli, Caterina Giostra, Saverio Lomartire e Fabio Pagano e con la direzione scientifica di Susanna Zatti, Paolo Giulierini e Yuri Piotrovsky, è organizzata da Villaggio Globale International.

Il percorso espositivo offre una visione complessiva e di ampio respiro del ruolo, dell’identità, delle strategie, della cultura e dell’eredità del popolo longobardo. L’arco cronologico si estende dalla metà del VI secolo – nel 568, sotto la guida di Alboino, inizia col varco delle Alpi Giulie l’espansione sul suolo italiano – alla fine del I millennio: il Ducato di Benevento, infatti, rimase in vita come stato indipendente sin oltre la metà dell’XI secolo, non solo conservando memoria e retaggio del Regno di Pavia, abbattuto da Carlo Magno nel 774, ma elaborando un proprio originale ruolo di cinghia di trasmissione fra le culture mediterranee e l’Europa occidentale.

L’itinerario, allestito da Angelo Figus, si sviluppa in otto sezioni spaziando dal cupo contesto in cui s’innesta in Italia l’arrivo dei Longobardi ai modelli insediativi ed economici introdotti dalla loro presenza; dalle strutture del potere e della società nel periodo dell’apogeo alle testimonianze della Longobardia Meridonale tra Bizantini e Arabi, principati e nuovi monasteri.

Spiccano le testimonianze di numerose necropoli recentemente indagate e mai presentate al pubblico, che consentono una ricostruzione estremamente avanzata della cultura, dei riti, dei sistemi sociali ma anche delle migrazioni delle genti longobarde, provate grazie a sofisticate e innovative analisi di laboratorio del Dna e sugli isotopi stabili. Tra gli esempi il nucleo di tombe di Collegno (Torino) e di Sant’Albano Stura (Cuneo). Altre necropoli rappresentate sono quelle di Povegliano Veronese, Campochiaro (Campobasso), Torino-Lingotto, Parma - Borgo della Posta, Lucca - Santa Giulia, Cividale del Friuli (Udine), Spilamberto (Modena), Castel Trosino (Ascoli Piceno).

Tra le attrazioni il Pluteo con croci da Castelseprio prestato dal Museo di Gallarate (Varese), il Pluteo con leoni e pavoni della Cattedrale di Modena (Capitolo Metropolitano della Cattedrale di Santa Maria Assunta) o quello, sempre con pavoni, da Santa Maria Etiopissa di Polegge (Vicenza) – tutti marmi lunghi quasi due metri; l’iscrizione funebre di Raginthruda e il Pluteo con agnello dei Musei Civici di Pavia.

Di notevole interesse le testimonianze – manoscritti ed epigrafi – della scrittura: nei monasteri di Montecassino e San Vincenzo al Volturno fu perfezionata la scrittura cosiddetta beneventana o longobarda, che fiorì in opposizione alla scrittura rotonda dell’Europa carolingia.

Tantissimi, infine, i capolavori artistici: la Stele con l’Arcangelo dal Museo di Capua; il Disco aureo con Cristo e gli Angeli dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli; la Lastra con grifoni dall’Antiquarium di Cimitile (Napoli).




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