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Evento

16/9/2014

“Venezia si difende”, immagini della Grande Guerra

Nella città lagunare una mostra fotografica racconta la vita quotidiana e le strategie contro le incursioni aeree durante il primo conflitto mondiale

Cartolina satirica "S. Marco!...": il Leone di San Marco morde Francesco Giuseppe Imperatore dell'Austria-Ungheria, cartolina postale, stampa tipografica, 1916
Cartolina satirica "S. Marco!...": il Leone di San Marco morde Francesco Giuseppe Imperatore dell'Austria-Ungheria, cartolina postale, stampa tipografica, 1916

Un’ampia mostra fotografica – 350 immagini – racconta Venezia al tempo della Prima Guerra Mondiale. L’esposizione, allestita nella Casa dei Tre Oci dal 13 settembre all’8 dicembre, è organizzata in occasione delle celebrazioni del centenario del conflitto ed è la prima realizzata dopo la firma del protocollo d’intesa tra la Fondazione di Venezia e la Fondazione Musei Civici di Venezia. “Venezia si difende 1915-1918” è il titolo del progetto espositivo, curato da Claudio Franzini, con materiali provenienti dall’Archivio Storico Fotografico della Fondazione Musei Civici di Venezia con sede a Palazzo Fortuny.

La città subì 42 incursioni aeree, col lancio di 1.029 bombe, 300 delle quali nella notte tra il 26 e il 27 febbraio 1918; 52 civili morirono, 84 restarono feriti; i danni materiali furono ingenti: andò distrutto, in particolare, l’affresco di Giambattista Tiepolo sul soffitto della chiesa degli Scalzi.

L’esposizione, articolata in quattro sezioni, si concentra in modo prioritario sulle strategie difensive: la protezione dei monumenti con le “saccate” e le murature di rinforzo, la rimozione di tesori artistici; l’uso delle altane come postazioni di avvistamento; l’innalzamento di palloni frenanti per ostruire lo spazio aereo.

Viene illustrata, quindi, la difficile vita quotidiana: l’oscuramento, i rifugi, gli ospedali, la rimozione delle macerie, il ritiro dei depositi bancari dopo la disfatta di Caporetto.

L’itinerario prosegue documentando gli effetti degli attacchi aerei.

Si può ammirare, inoltre, una selezione di cartoline postali, nella quale spiccano due serie realizzate dal veneziano Guido Cadorin e dal triestino Guido Marussig.

In conclusione una testimonianza sulle commemorazioni militari e civili che seguirono il conflitto.

A Venezia, come in tutti i territori dichiarati zona di guerra, era vietato scattare fotografie. Molte delle immagini in mostra, soprattutto quelle della mobilitazione generale del 1915, vennero «Sequestrate dalle Autorità», come recita una dicitura manoscritta a inchiostro rosso. Poche sono firmate, dai professionisti veneziani Tommaso Filippi e Aldo Cortellazzo. Alcune sono da addebitare a Giovanni Caprioli, fotografo della Soprintendenza di Venezia. Per il resto, sono di difficile attribuzione; per la maggior parte sono fotografie di autore anonimo ascrivibili agli addetti militari del Servizio fotografico del Comando di Piazza Marittima di Venezia.

La rassegna è prodotta e organizzata da Civita Tre Venezie ed è corredata da un catalogo di Marsilio Editori a cura di Claudio Franzini con saggi di Cesare De Michelis, Camillo Tonini e del curatore.




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