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Evento

28/12/2016

“Viaggio nel cosmo”, tra scienza e fantascienza

Alla Fondazione Geiger di Cecina una mostra che ripercorre la storia dell’astronomia dal Cinquecento all’Ottocento e le conquiste contemporanee

Compagnia d'operette Carlo Lombardo, Manifesto "Dalla terra alla Luna", 1900 circa; collezione Gondolo della Riva
Compagnia d'operette Carlo Lombardo, Manifesto "Dalla terra alla Luna", 1900 circa; collezione Gondolo della Riva

È in corso a Cecina (Livorno) negli spazi espositivi della Fondazione Culturale Hermann Geiger la mostra “Viaggio nel cosmo”, inaugurata il 3 dicembre e visitabile fino al 19 febbraio 2017. Concepita come un percorso alla scoperta dell’universo, inteso sia come luogo reale che come frontiera del fantastico, la rassegna presenta al pubblico strumenti scientifici antichi e moderni, mappe celesti, opere letterarie, artistiche e cinematografiche, ed è corredata da un ciclo di conferenze e incontri.

L’itinerario di visita si apre con un excursus storico sull’astronomia dal Cinquecento all’Ottocento: accanto a cannocchiali, sfere armillari tolemaiche e copernicane, telescopi newtoniani si possono ammirare dipinti in tema. A seguire una sezione che si concentra proprio sull’arte, la letteratura e il cinema ispirati dal cosmo, e dalla Luna in particolare. Tra i reperti, libri, fumetti, film – con la proiezione di una delle prime pellicole di fantascienza, Le voyage dans la Lune di Georges Méliès, del 1902 – e lavori di artisti contemporanei, come François Junod e Stefano Pilato. Si possono ascoltare, inoltre, brani musicali ispirati alle stelle e all’universo, nonché una selezione di “suoni spaziali”.

L’esposizione approfondisce, quindi, la conquista dello spazio e le scoperte della scienza contemporanea: tra le attrazioni, oggetti riguardanti il primo allunaggio, tra i quali spicca il cosmogramma dell’Apollo 11 firmato da Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins. Altre rarità sono il telegramma di congratulazioni inviato da Nikita Krusciov a Jurij Gagarin, il primo cosmonauta, nel 1961, e la tuta spaziale di Jean-Loup Chrétien, il primo dell’Europa occidentale. In mostra, inoltre, una selezione di meteoriti, il più antico dei quali risale al 1492, e di strumenti. In conclusione una saletta cinematografica in cui sono proiettati documentari scientifici.

Alla realizzazione dell’evento hanno collaborato l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Osservatorio Ego di Cascina (Pisa), il Museo HR Giger di Gruyères e la Maison d’Ailleurs di Yverdon-les-Bains in Svizzera, l’Archivio Storico Bolaffi della Filografia e della Comunicazione e il Mufant - MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino e diversi collezionisti privati (Piero Gondolo della Riva, vicepresidente della Société Jules Verne di Parigi; Fausto Casi, direttore scientifico del Museo dei Mezzi di Comunicazione di Arezzo; Matteo Chinellato, il più grande collezionista italiano di meteoriti).




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