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23/12/2008

Corte e popolo nel presepe della Reggia di Caserta

In mostra a Roma a Palazzo Altemps il prezioso esemplare, testimonianza di una tradizione che raggiunse l’apice nella Napoli della seconda metà del Settecento

Il Presepe Reale, Reggia di Caserta, particolare
Il Presepe Reale, Reggia di Caserta, particolare

Dal 21 dicembre al 22 febbraio, nel Teatro del Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps sarà ospitata la mostra “Il Presepe Reale e le vestiture del popolo”. La mostra presenterà lo splendido esemplare di presepe della Reggia di Caserta, databile al XVIII secolo, poco prima della fine del Regno delle Due Sicilie.



La raffinatezza d’ esecuzione dei singoli personaggi, la varietà d’azione, di movimento e l’i ntensità che contraddistinguono le scene canoniche, quali la natività, l’adorazione degli angeli, il corteo dei Magi e il mercato, trovano in questo presepe la massima espressione; l’opera si rivela una preziosatestimonianza di una tradizione che aveva raggiunto il suo apice durante il Regno di Carlo III Borbone.



Il sovrano aveva fatto del presepe un’arte, dedicandosi lui stesso alla creazione dei personaggi e coinvolgendo anche la corte, al punto che i lavori migliori partecipavano a vere e proprie competizioni. Ad accrescere, poi, questo piacevole diletto del sovrano, era il consigliere e confessore padre Rocco, che concepiva il presepe come uno strumento di propaganda religiosa. Per far sì che queste opere fossero adeguate alla magnificenza della corte, erano invitati a prendere parte alla realizzazione anche veri e propri artisti, da pittori ad architetti, da scultori a ceramisti, fino ai sarti: ricordiamo Giuseppe Sammartino, Matteo e Felice Bottiglieri, Nicola Somma e molti altri illustri artisti dell’epoca. Particolare cura era dedicata, poi, alla creazione dei personaggi, la cui testa era realizzata in terracotta, gli arti in legno e, soprattutto, l’anima in fil di ferro per consentire tanto la flessibilità, quanto la varietà delle pose, in modo da assicurare scene sempre diverse di anno in anno. 



Il presepe racchiude, difatti, in sé, lo spirito di un popolo, divenendo lo specchio stesso della vitalità e dell’energia non solo dei napoletani, ma di tutte le genti del Regno Borbonico, diversi per lingua e per cultura, ma uniti nella tradizione malgrado la loro eterogeneità. L’importanza di tale elemento viene sottolineato nell’ambito della mostra, presentando il presepe in una cornice molto varia, che guarda alle tradizioni specifiche dei singoli luoghi dell’antico Regno: tali testimonianze si potranno ammirare nei dipinti di Salvatore Fergola, nelle incisioni provenienti dal Museo di San Martino di Napoli in cui sono descritti i vestiti in voga all’epoca, fino alle splendide porcellane di Capodimonte con i costumi del Regno o i due volumi con acquetinte conservate nella Reggia di Caserta, che raffigurano Vedute della Sicilia con i costumi popolari.



La mostra rende, dunque, omaggio al Natale, vissuto anche come momento di scambio, in particolare tra le due città di Roma e Napoli, l’attuale capitale d’Italia e l’antica capitale del Regno Borbonico, dove è avvenuto e avviene l’incontro tra diversi popoli e culture.




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