Sironi,Composizione Automobile con figure
La Galleria del Palazzo Ducale di Cavallino, in provincia di
Lecce, ospita la mostra “Futurismo nel suo centenario, la continuità”. Il percorso
espositivo, introdotto da due grandi riproduzioni scultoree di Forme uniche della continuità dello
spazio, opera di Umberto Boccioni del 1913, appartenente alle Civiche Raccolte del Comune di
Milano, realizzata da docenti e studenti dell’Istituto statale d’arte “Giuseppe Pellegrino” di
Lecce, ripercorre la storia del movimento e approda alla produzione di artisti contemporanei che si
sono ispirati ai fondatori. La mostra, a cura di Luigi Tallarico, è organizzata dall’Assessorato
comunale alla Cultura con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia e Città di Lecce, Unione di
Comuni della Messapia, Università del Salento, Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, Accademia
di Belle Arti di Lecce, Istituto statale d’arte “Giuseppe Pellegrino” di Lecce, Centro Studi
Futurismo Oggi di Roma, Sindacato libero scrittori italiani e con il sostegno di Carrefour e di
Sveviapol.
Anche il Salento festeggia Filippo Tommaso Marinetti e i suoi compagni di avanguardia con
questa mostra, che si affianca alle iniziative promosse in tutta Italia. Oltre 120 opere tra dipinti, sculture, grafiche e disegni
costituiscono il percorso espositivo e portano le firme dei grandi artisti che hanno caratterizzato
il movimento e un’intera epoca. L’esposizione si presenta come una delle più complete nella ricostruzione storica: sono
presenti, infatti, autori rappresentativi sia della prima che della seconda fase futurista.
A ricordare il primo futurismo vi sono le opere realizzate da Giacomo Balla, Luigi Russolo, Gino Severini, Antonio Sant’Elia,
Mario Chiattone, Mario Sironi, Julius Evola, Enrico Prampolini, Tato, e Diulgheroff. Anche
le donne che hanno aderito al gruppo sono rappresentate, con lavori di Benedetta Cappa Marinetti. Fra i nomi appartenenti al
cosiddetto secondo futurismo, figurano quelli di Gerardo Dottori, Tullio Crali, Enzo Benedetto, Osvaldo Peruzzi,
Mino Delle Site, Ivo Pannaggi, Emilio Buccafusca, Pippo Oriani.
Il percorso, tuttavia, si prefigge uno scopo che va oltre la ricostruzione storica e l’a
nalisi delle sue fasi e punta a cogliere la vitalità della lezione futurista; sono in mostra,
infatti, opere di artisti contemporanei che si ispirano al movimento, come Silvio Amelio, Lorena Berg, Pablo Echaurren, Antonio Fiore, Fulvio
Ligi, Veronica Piraccini, Tina Saletnich, Massimo Sansavini, Loretta Surico e Giulio
Tamburrini, artisti che hanno raccolto e sviluppato il messaggio lanciato alla fine del
primo decennio del XX secolo da un gruppo di persone convinte di poter cambiare radicalmente non
solo l’arte ma anche le modalità di ogni aspetto dell’esperienza umana. Come dichiara il curatore,
Luigi Tallarico, il punto di forza e l’originalità del percorso di Cavallino, consiste nel
considerare «la presenzialità delle forme originarie dei futuristi storici, facendo riferimento al
concetto nuovissimo di struttura dinamica aderente allo spazio, senza escludere l’incanto
cromatico, lirico e astratto, che emerge dalle profondità metafisiche, alle quali avevano guardato,
con la visione di Balla, i futuristi della successiva generazione».
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