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19/2/2009

Il Futurismo e la sua continuità

Anche il Salento festeggia il centenario del Manifesto di Marinetti con una mostra a Cavallino che offre un’accurata ricostruzione storica della prima e della seconda fase del movimento ed evidenzia la vitalità della lezione dell’a vanguardia 

Sironi,Composizione Automobile con figure
Sironi,Composizione Automobile con figure

La Galleria del Palazzo Ducale di Cavallino, in provincia di Lecce, ospita la mostra “Futurismo nel suo centenario, la continuità”. Il percorso espositivo, introdotto da due grandi riproduzioni scultoree di Forme uniche della continuità dello spazio, opera di Umberto Boccioni del 1913, appartenente alle Civiche Raccolte del Comune di Milano, realizzata da docenti e studenti dell’Istituto statale d’arte “Giuseppe Pellegrino” di Lecce, ripercorre la storia del movimento e approda alla produzione di artisti contemporanei che si sono ispirati ai fondatori. La mostra, a cura di Luigi Tallarico, è organizzata dall’Assessorato comunale alla Cultura con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia e Città di Lecce, Unione di Comuni della Messapia, Università del Salento, Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia, Accademia di Belle Arti di Lecce, Istituto statale d’arte “Giuseppe Pellegrino” di Lecce, Centro Studi Futurismo Oggi di Roma, Sindacato libero scrittori italiani e con il sostegno di Carrefour e di Sveviapol.



Anche il Salento festeggia Filippo Tommaso Marinetti e i suoi compagni di avanguardia con questa mostra, che si affianca alle iniziative promosse in tutta Italia. Oltre 120 opere tra dipinti, sculture, grafiche e disegni costituiscono il percorso espositivo e portano le firme dei grandi artisti che hanno caratterizzato il movimento e un’intera epoca. L’esposizione si presenta come una delle più complete nella ricostruzione storica: sono presenti, infatti, autori rappresentativi sia della prima che della seconda fase futurista.

 

A ricordare il primo futurismo vi sono le opere realizzate da Giacomo Balla, Luigi Russolo, Gino Severini, Antonio Sant’Elia, Mario Chiattone, Mario Sironi, Julius Evola, Enrico Prampolini, Tato, e Diulgheroff. Anche le donne che hanno aderito al gruppo sono rappresentate, con lavori di Benedetta Cappa Marinetti. Fra i nomi appartenenti al cosiddetto secondo futurismo, figurano quelli di Gerardo Dottori, Tullio Crali, Enzo Benedetto, Osvaldo Peruzzi, Mino Delle Site, Ivo Pannaggi, Emilio Buccafusca, Pippo Oriani.

 

Il percorso, tuttavia, si prefigge uno scopo che va oltre la ricostruzione storica e l’a nalisi delle sue fasi e punta a cogliere la vitalità della lezione futurista; sono in mostra, infatti, opere di artisti contemporanei che si ispirano al movimento, come Silvio Amelio, Lorena Berg, Pablo Echaurren, Antonio Fiore, Fulvio Ligi, Veronica Piraccini, Tina Saletnich, Massimo Sansavini, Loretta Surico e Giulio Tamburrini, artisti che hanno raccolto e sviluppato il messaggio lanciato alla fine del primo decennio del XX secolo da un gruppo di persone convinte di poter cambiare radicalmente non solo l’arte ma anche le modalità di ogni aspetto dell’esperienza umana. Come dichiara il curatore, Luigi Tallarico, il punto di forza e l’originalità del percorso di Cavallino, consiste nel considerare «la presenzialità delle forme originarie dei futuristi storici, facendo riferimento al concetto nuovissimo di struttura dinamica aderente allo spazio, senza escludere l’incanto cromatico, lirico e astratto, che emerge dalle profondità metafisiche, alle quali avevano guardato, con la visione di Balla, i futuristi della successiva generazione».



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