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Evento

17/3/2009

Léger, Fellini e la metafora del circo

A Gradara una mostra dedicata a un genere di spettacolo che è stato fonte di ispirazione per molti artisti

Fernand Léger, "Il circo"
Fernand Léger, "Il circo"

Il circo, passione che ha accomunato tanti artisti del Novecento, fornendo spunti di rappresentazione e chiavi di interpretazione, è il protagonista di un’esposizione allestita a Gradara, in provincia di Pesaro Urbino, dal 1° marzo al 1° novembre. “Sulle orme del circo” è il titolo della mostra, ideata da Gradara Innova e promossa dall’amministrazione comunale, che intende dare spazio alla grande arte contemporanea e fare della città, come ha auspicato il sindaco, Franca Fronchi, una «nuova Capitale della Fantasia».



Il percorso di visita, a cura di Silvia Cuppini, si sviluppa nelle sale del settecentesco Palazzo Rubini Vesin, comprendendo diverse forme di espressione, dall’arte figurativa al cinema: due nomi risaltano su tutti, quelli del pittore Fernand Léger e del regista Federico Fellini.

Fa da filo conduttore il capolavoro grafico di Léger, Il circo, una serie di litografie a colori realizzate nel 1950 che raffigurano acrobati, saltimbanchi, giocolieri e altri performer delle arti circensi: una produzione nella quale il maestro francese si confronta con le ricerche artistiche del suo tempo, come il cubismo.

Il sogno e la poesia evocati dal mondo circense trovano forma anche nei film felliniani: i brani in mostra, selezionati dagli esperti della Fondazione Fellini di Rimini, propongono, in particolare, una lettura sul rapporto tra donna e circo.

Si arriva, quindi, ai nostri giorni: la rassegna, infatti, si conclude con la sezione dedicata a giovani ma apprezzati artisti contemporanei che hanno individuato nel circo un indiscutibile punto di riferimento.   



Il progetto espositivo si propone di presentare l’universo del circo nella sua complessità, dando conto della pluralità e varietà di forme che questo genere di spettacolo ha assunto nel tempo e nello spazio. Nello scenografico allestimento, pensato da Roberto Bua proprio a partire dal concetto di movimento, si possono ammirare numerose fotografie uscite per la prima volta dal ricco archivio del Centro di documentazione sul circo italiano (Cedac), uno dei partner dell’evento: immagini spesso sorprendenti. Nell’itinerario, inoltre, trovano spazio automi di ispirazione circense degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta; carillon giapponesi a tema e altri giocattoli d’epoca.



Alla mostra sono abbinate visite animate e attività didattiche per i bambini della scuola primaria incentrate sul circo e sull’opera di Léger. 




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