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11/6/2009

Visioni dal mondo diviso

Una grande mostra al Mart di Rovereto mette a confronto, attraverso opere d'arte, progetti architettonici e oggetti di design, le idee di modernità nei due blocchi contrapposti all'epoca della Guerra Fredda 

È allestita al Mart di Rovereto la prima grande mostra dedicata alla creazione artistica nel contesto della contrapposizione tra le superpotenze Usa e Urss che segnò i decenni successivi alla fine del secondo conflitto mondiale. L’esposizione, in programma dal 28 marzo al 26 luglio, si intitola “La Guerra Fredda - Cold War. Arte e design in un mondo diviso 1945-1970” ed è un progetto del Victoria & Albert Museum di Londra curato da Jane Pavitt e David Crowley. 



Opere di arte visiva, design, architettura, cinema – per un totale di oltre 250 oggetti esposti – ricostruiscono  un periodo storico cruciale, evidenziando gli elementi che hanno influito sulla creatività e mettendo a confronto le diverse concezioni di modernità del comunismo e del capitalismo. 



Il percorso di visita – che propone opere realizzate negli Stati Uniti, in Unione Sovietica, nel Regno Unito, a Cuba, nella Germania dell’Est e dell’Ovest, in Italia, in Polonia, in Francia e in Cecoslovacchia – inizia dai programmi di ricostruzione avviati dopo la Seconda Guerra Mondiale nei due blocchi della Nato e del Patto di Varsavia per concludersi con le prime fotografie della Terra scattate dallo spazio, fonte di ispirazione per molti artisti (tra l’altro, dal 21 maggio al 31 luglio, sempre a Rovereto, si può visitare anche la mostra parallela “Back to the Moon”).



L’itinerario documenta una sfida trentennale per la supremazia combattuta sul terreno politico, degli armamenti, dello spionaggio, della ricerca spaziale e, più in generale, dell’i nnovazione scientifica e della costruzione di una società. Si fronteggiano prodotti, tecnologie, visioni architettoniche.



A Berlino, ad esempio, la monumentale architettura socialista dell’Est si contrappone al programma di sviluppo Interbau a Ovest, che coinvolse progettisti come Le Corbusier e Walter Gropius. 

Il panorama urbano vede anche confrontarsi a distanza i diversi mezzi di trasporto: sono esposti, tra gli altri, la Trabant P70 Coupé, la micro-auto Kabinenroller della Messerschmitt e la Vespa.

Il ripensamento degli spazi e il desiderio di modernità si manifestano pure negli ambienti domestici, con interpretazioni e risultati differenti. Tra gli oggetti presenti, i mobili in fibra di vetro di Charles e Ray Eames e il radioricevitore Braun T1000 disegnato da Dieter Rams.



Non può mancare, ovviamente, un segmento dedicato alla minaccia nucleare, una paura diffusa che ispirò opere d’arte e cinematografiche, così come progetti utopici: tra le testimonianze il progetto della cupola geodetica sopra Manhattan ideato dall’architetto statunitense Richard Buckminster Fuller nel 1962.

Una sezione è riservata alla conquista dello spazio, inaugurata dalla missione di Juri Gagarin a bordo della capsula Vostock. Sono esposti i progetti di Raymond Loewy per gli interni delle navette della Nasa, tute di astronauti dell’Apollo, ma anche mobili, architetture e vestiti (ad esempio l’abito a dischi di Paco Rabanne) di ispirazione fantascientifica.

In mostra anche alcuni progetti sviluppati a partire dalla ricerca per l’industria bellica: prototipi di ambienti gonfiabili, mobili e oggetti di consumo firmati da studi di architetti quali Superstudio e Archigram.



È presente, inoltre, una significativa selezione di quel materiale – dai poster propagandistici alle scenografie dei film – che contribuì a plasmare l’immaginario collettivo dell’e poca. 

Una serie di fotografie documenta, infine, il disagio delle nuove generazioni, che trovò espressione nelle manifestazioni di protesta contro la guerra del Vietnam, nel movimento del 1968 a Parigi e nella “Primavera di Praga”.
Henri Cartier-Bresson - Il muro di Berlino, Germania occidentale, 1962 (Henri Cartier-Bresson, Magnum Photos)
Henri Cartier-Bresson - Il muro di Berlino, Germania occidentale, 1962 (Henri Cartier-Bresson, Magnum Photos)


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