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10/11/2009

Bolzano città Liberty

Una mostra nel capoluogo altoatesino raccoglie le migliori opere del periodo della Belle Époque evidenziando le influenze stilistiche recepite dagli ambienti artistici di Vienna e Monaco di Baviera

A cavallo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del secolo scorso l’Europa vive una stagione straordinaria, quella che oggi si ricorda come la Belle Époque. Tante le novità nate dallo sviluppo tecnico e industriale, che spinge a nuove frontiere da scoprire. È in questo clima che prende corpo uno straordinario movimento artistico che attraverso percorsi diversi e denominazioni caratterizzanti le singole identità nazionali (dal Modern Style del movimento inglese Arts and Crafts al modernismo iberico, dall’Art Nouveau francese, fino allo Style Nouilles belga e al Floreale italiano) è oggi noto come stile Liberty. Dedicata a questa corrente particolare è la mostra Cläry. Liberty A Bolzano, in programma al Palazzo Mercantile nel capoluogo altoatesino.



Cläry è il nome di una giovane bolzanina ritratta da Ignaz Stolz, tra gli artisti presenti all’esposizione. Si va da Leo Putz ai fratelli Ignaz, Albert e Rudolf Stolz, da Carl Moser a Bruno Goldschmidt, da Eduard Thoeny a Tony Grubhofer, da Anton a Gottfried Hofer ad Egger Lienz fino al quasi “dimenticato” Alois Delugg di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario della nascita. Tutte le loro opere più rappresentative sono esposte nella retrospettiva.  



Anche il Süd-Tirol asburgico non poteva essere esente da questa ventata di nuovi stilemi artistici che percorreva l’intero continente. La Bolzano a cavallo tra Ottocento e Novecento del borgomastro  Julius Perathoner era molto permeabile alle tendenze artistiche (architettoniche in modo particolare) che arrivavano da Monaco di Baviera ancor più che da Vienna. E fu così che in quel contesto culturale preso a riferimento, si formarono alcuni tra i più straordinari maestri che l’arte moderna sudtirolese può vantare.  In quella Bolzano dai grandi mutamenti strutturali – ovvero una città che si apriva al nascente turismo mitteleuropeo e che si attrezzava per accoglierlo realizzando le prime funivie e funicolari che risalivano le sue pendici, che contava su nuovi teatri, musei e grandi alberghi – anche le nuove forme artistiche trovarono terreno fertile per svilupparsi e affermarsi in un ambito più ampio.



La mostra, organizzata dal Circolo culturale La Stanza e curata dal professor Carl Kraus, punta a far conoscere più da vicino un movimento artistico – quello che fece riferimento alla Jugendstil – che tanta influenza ebbe sulla storia sociale e culturale locale. Un’o ccasione, quindi, per una rivisitazione storica di un’epoca particolarmente felice e proficua di stimoli innovativi per la città e l’intero territorio. Nell’ambito della rassegna, suddivisa in piùsezioni tematiche (proprio per consentire un approccio più esaustivo possibile), è compreso anche l’allestimento della “Stanza di Cläry”. A tutti i visitatori verrà offerta la “Stellina di Cläryin legno della Val Gardena riproducente un ninnolo natalizio dell’epoca.
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