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14/1/2010

Andrea Pozzo, la pittura tra prospettiva e illusione

Quaranta dipinti e un trattato raccontano l'intera vicenda dell'artista, uno dei maggiori rappresentanti del linguaggio barocco nel tardo Seicento, dalle prime opere giovanili ospitate nell'Italia Settentrionale a quelle del suo soggiorno romano e della maturità, alla corte viennese dell'Imperatore Leopoldo I

In occasione del trecentesimo anniversario della morte di Andrea Pozzo, il Museo Diocesano Tridentino, presenta la prima esposizione monografica dedicata all'attività pittorica del padre gesuita di origine trentina, considerato tra le personalità più interessanti del linguaggio barocco tardo seicentesco.


La mostra “Andrea Pozzo. Pittore e prospettico in Italia settentrionale”, in programma dal 19 dicembre al 5 aprile, regala allo spettatore la possibilità di apprezzare a pieno l'attività di questo pittore, architetto, allestitore di apparati effimeri e teorico della scienza prospettica e dell'architettura. Una panoramica completa non solo sulle opere della piena maturità che culminano con lo spettacolare affresco della navata della chiesa di Sant'Ignazio a Roma, ma anche sulla produzione giovanile prima del suo trasferimento nella Città Eterna.


I primi venti anni di attività di Pozzo, confinati nell'Italia settentrionale, tra la sua città, Trento, e la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, non sono tra i più conosciuti dell'artista ma sono sicuramente importanti per la formazione della cultura figurativa locale. Il suo linguaggio vibrante impreziosito da continue invenzioni si proietta già verso il pieno linguaggio del Settecento.


Quaranta opere raccolte in ordine cronologico, suddivise in due sezioni, compongono il percorso della mostra. Due famosi autoritratti, uno dell'età giovanile ed uno realizzato pochi anni prima della morte aprono la mostra. La prima sezione “Pozzo, pittore di figura”, comprende pale d'altare, dipinti di devozione privata, bozzetti, tutti provenineti da collezioni private ed edifici di culto dell'Italia settentrionale. Le opere raccontano l'evoluzione del linguaggio e dello stile dell'artista dagli inizi sino al 1670 circa. In questa sezione spiccano capolavori giovanili come Storie della Passione di Cristo di Trino Vercellese e il ciclo di dipinti con Storie della Vergine della Chiesa di Lemna, in provincia di Como, opere caratterizzate da un linguaggio realistico ed espressivo, o la più matura pala dell'Immacolata per la Chiesa dei Santi Ambrogio e Andrea di Genova e il dipinto con Cristo nell'orto degli ulivi confortato dagli angeli realizzato per la chiesa di San Francesco di Paola a Milano, dove si possono ammirare inedite soluzioni compositive unite ad una tavolozza luminosa e sgargiante. Sono raccolti in mostra anche dipinti che raccontano le nuove devozioni svillupatesi in Italia dopo il Concilio dI Trento, come l'Angelo Custode, l'Immacolata, San Giuseppe, e in particolare opere che rappresentano le nuove iconografie dei santi della Compagnia del Gesù, a cui lo stesso Pozzo apparteneva, come Sant'Ignazio e San Francesco Saverio. Ecco allora in mostra il bell'Angelo Custode proveniente dalla Cattedrale di Mondovì, o il dipinto Morte di San Francesco Saverio della Chiesa di Grazzano Badoglio.


La seconda sezione della mostra “Pozzo prospettico” illustra le opere della maturità, in particolare le opere Prospettive, presenti nelle collezioni del Museo Diocesano Tridentino, provenienti dalla Chiesa di San Francesco Saverio. Quattro scene evangeliche, due restaurate appositamente per l'esposizione, che coincidono con il soggiorno a Vienna dell'artista alla corte dell'imperatore Leopoldo I. È esposto in questa sezione, oltre ad esempi di “teatri sacri” dell'illusione per cui l'artista era particolarmente conosciuto, anche il celebre trattato Perspectiva pictorum et architectorum, pubblicato da Pozzo in due volumi nel 1963 e nel 1700, un testo per pittori di prospettiva e progettisti che ha raggiunto una diffusione mondiale e che è stato tradotto in tedesco, francese, greco, spagnolo e cinese.



La mostra è stata ideata e organizzata dal Museo Diocesano Tridentino con il contributo della Provincia Autonoma di Trento ed il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, della Fondazione Giorgio Cini, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Comitato Nazionale per il III centenario della morte di Andrea Pozzo, di Mediocredito e della Cassa Rurale di Trento.
Andrea Pozzo, Sant’Ignazio impone l’abito dell’Ordine gesuitico a San Francesco Borgia. Sanremo, Chiesa di Santo Stefano (particolare)
Andrea Pozzo, Sant’Ignazio impone l’abito dell’Ordine gesuitico a San Francesco Borgia. Sanremo, Chiesa di Santo Stefano (particolare)


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