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Evento

7/10/2010

“Anticorpi”, l’esuberante design dei fratelli Campana

Alla Triennale di Milano le inconfondibili creazioni dei due designer brasiliani: una produzione ricca in cui si fondono culture e materiali diversi, anche di riciclo 

Fernando e Humberto Campana, Sedia, Banquete, 2002 (copyright Estudio Campana, foto Fernando Laszlo)
Fernando e Humberto Campana, Sedia, Banquete, 2002 (copyright Estudio Campana, foto Fernando Laszlo)

La mostra Anticorpi. Antibodies. Fernando e Humberto Campana 1989-2010”, prodotta dal Vitra Design Museum di Weil am Rhein e curata da Mathias Schwartz-Clauss, presenta al Triennale Design Museum di Milano, dal 14 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011, l’opera dei fratelli brasiliani Campana, caratterizzata dal riciclaggio, dalla fusione di materiali naturali e sintetici, e dall’integrazione tra culture diverse.
 
Al lavoro insieme dal 1989, Humberto (1953) e Fernando (1961) si sono imposti a San Paolo del Brasile per poi conquistare in due decenni un posto di rilievo nel design contemporaneo, con un linguaggio inconfondibile e una vasta produzione di mobili, lampade e installazioni per la quale hanno ottenuto riconoscimenti in pubblicazioni e mostre.
 
Prototipi, studi e modelli, esposti per la prima volta in Italia, oltre a un’installazione appositamente realizzata per la sede museale milanese, illustrano la modalità di lavoro dei due designer e la varietà formale della loro produzione. La mostra costituisce un’occasione rara per accostarsi al loro lavoro perché molte creazioni sono state prodotte in edizioni limitate o in pezzi unici per commissioni private.
 
Il percorso espositivo è articolato in gruppi di opere riconducibili ai medesimi principi tecnici e formali.
 
La sezione “Frammenti” presenta opere nate dall’assemblaggio di elementi simili per materiali e dimensioni, tra le quali la riedizione della famosa poltroncina Favela del 1991. Ibridi”, al contrario, si compone di oggetti creati combinando materiali diversi, come la sedia-scultura in vimini e cristalli del 2008 o il tappeto Animado in pelle di mucca ed erba sintetica del 1997. Gli “Objets trouvés”, invece, nascono dal riciclaggio, secondo tecniche che ricordano quelle dei surrealisti.
 
Mobili e accessori di “Linee morbide/linee rette” sono caratterizzati da strutture lineari. Una proiezione di diapositive svela alcune delle molteplici fonti di ispirazione dei due artisti, dalle giungle naturali a quelle metropolitane. Il fascino della natura si riflette anche negli oggetti di arredamento della sezione Organics”, le cui forme sono mutuate da creature viventi: ne sono un esempio le due scodelle da frutta del 1990, il divano Kaiman Jacaré per Edra, la tasca da parete Drosera realizzata per Vitra-Edition e il giocattolo Mandacarú.
 
Un posto di rilievo hanno anche gli oggetti funzionali di “Flexed Planes”: di forma geometrica e superficie liscia, sono realizzati con materiali industriali, pur traendo anch’essi ispirazione da motivi brasiliani: il tavolino da appoggio Inflavel, prodotto dal Moma di New York, le mensole Labirinto e la poltrona Cone, entrambi del 1997, sono gli esempi più noti.
 
È protagonista di “Paper Pieces” ilcartone ondulato, versatile materiale utilizzato per lo sviluppo di diversi utensili prodotti su scala industriale. La sezione Cluster”, infine, raccoglie oggetti d’uso quotidiano esuberanti e sensuali come lo specchiogenerosamente decorato con centinaia di conchiglie.




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