Condividi
  • Facebook
  • Twitter
24/11/2010

De Nittis, la modernità elegante

A Parigi una grande esposizione dedicata al pittore di Barletta, che nella capitale francese visse a lungo scoprendo l’arte impressionista e immortalando la vita cittadina del tempo. In mostra al Petit Palais 110 opere tra oli e pastelli

Dal 21 ottobre al 16 gennaio 2011, il Petit Palais Musée des Beaux-arts di Parigi ospita la mostra “Giuseppe De Nittis. La modernité élégante”, a cura di Emanuela Angiuli, direttrice della Pinacoteca “Giuseppe De Nittis” di Barletta, Gilles Chazal, direttore del Petit Palais, e Dominque Morel, conservatore capo del Petit Palais.



L’esposizione, promossa in collaborazione con la Pinacoteca di Barletta, città di origine del pittore, nato il 25 febbraio del 1846 e morto a Parigi all’età di soli trentotto anni, nel 1884, è particolarmente significativa, perché per la prima volta viene reso omaggio al pittore nella capitale francese, dove l’artista si trasferì nel 1867, distinguendosi come una delle figure più importanti tra gli artisti italiani sulla scena internazionale della seconda metà dell’Ottocento.



Elegante e raffinato, De Nittis è considerato uno dei maggiori interpreti della vita moderna, che riportò sulla tela con estrema sensibilità e gusto. Attratto dalla bellezza, il pittore era incantato da Parigi, che assaporava con lo sguardo, descrivendone le rive della Senna, la vita dei boulevard, i cantieri, le corse ippiche d’Auteuil o di Longchamp, i ponti, così come le giornate di nebbia. Come Manet e Degas, che furono suoi amici, insieme a Caillebotte, De Nittis si distinse come uno dei primi ad adottare la tecnica del pastello nelle opere di grande formato, nonché come uno dei più importanti esponenti del “giapponesismo” in pittura; questa passione, condivisa con Edmonde Goncourt e il critico Philippe Burty, è evidente in diverse opere che presentano, sullo sfondo, i paraventi che molto probabilmente erano d’arredo nella sua casa o nelle pitture a forma di ventaglio con motivi e tecniche d’ispirazione giapponese, come si potrà osservare in mostra, nella sezione intitolata “Le mariage avec la muse japonaise ». La mostra si articola, difatti, in dieci sezioni, presentando oltre centodieci opere tra oli e pastelli, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane, francesi e statunitensi, alcuni dei quali mai presentati al pubblico.



Seguendo un filo tematico e storico, la mostra prende avvio dall’infanzia a Barletta, dove, figlio di ricchi proprietari terrieri, rimane orfano all’età di tredici anni. Iscrittosi all'Accademia di Belle Arti di Napoli nel 1860, l’artista si fa espellere tre anni dopo per il temperamento ribelle e la critica all’insegnamento tradizionale, che lo spinge a dedicarsi alla pittura dal vero, fondando, con Marco de Gregorio e Federico Rossano, nel 1863, la Scuola di Resina. In mostra, nella sezione “All’ombra del Vesuvio”, saranno tredici vedute del vulcano, realizzate dall'artista quando risiedeva a Napoli tra il 1871 e il 1872. 



Qualche anno prima, nel 1867, spinto dal desiderio di ricerca, si era recato a Parigi, scoprendo l’arte dei pittori impressionisti, che lo inviteranno a partecipare nel 1874 alla prima esposizione della Nouvelle peinture. Nella capitale francese il pittore esporrà, inoltre, le sue opere al Salon, a partire dal 1869. La sua casa diverrà, inoltre luogo d’incontro di artisti e scrittori, quali Edouard Manet, Edgar Degas, JamesTissot, Caillebotte, Berte Morisot e scrittori quali Daudet, Duranty, Clarretie, Edmond de Goncourt, Alexandre Dumas figlio, Alphonse Daudet, Emile Zola, Guy de Maupassant. Se a Parigi l’artista diviene un rinomato interprete delle mode femminili, che si sofferma a immortalare sulle sue tele con estrema grazia e sensibilità, a Londra, dove lavora a partire dal 1873-1874, riscuote successo dipingendo la Banca di Inghilterra, la National Gallery, Westminster, Trafalgar Square e Piccadilly e paesaggi che rivelano attenzione per i dettagli e realismo.



Infine, una sezione dedicata a Léontine Gruvelle, musa del pittore, modella prediletta e fonte d’ispirazione di diverse opere, in cui appare sola o in compagnia del figlio, come nel noto dipinto della Colazione in giardino, considerato, accanto al quadro raffigurante Il salotto della principessa Mathilde, tra i capolavori dell’Ottocento.
Locandina della mostra
Locandina della mostra


torna all'inizio del contenuto