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13/1/2011

Antiche Madonne dall’Abruzzo crocevia di culture 

Sculture e dipinti recuperati dopo il terremoto dell’Aquila sono in mostra a Trento, nel Castello del Buonconsiglio, a confronto con opere della collezione museale

Il Castello del Buonconsiglio di Trento ospita, dal 4 dicembre al 1° maggio, “Antiche Madonne d’Abruzzo. Dipinti e sculture lignee medioevali dal Castello dell’Aquila”, la mostra, curata da Lucia Arbace, frutto della collaborazione tra la Soprintendenza Beni Storico Artistici, Etnoantropologici dell’Abruzzo e la Provincia Autonoma di Trento.

Vengono presentate circa venti opere, realizzate fra il XII e il XIV secolo e provenienti dall’ esposizione temporanea allestita al Museo Nazionale della Marsica - Castello Piccolomini di Celano, luogo in cui sono state trasportate a seguito del sisma. Gran parte della collezione era collocata all’interno del Museo Nazionale d’Abruzzo ed è stata tratta in salvo dai vigili del fuoco. Arricchiscono il percorso di visita la Madonna di Castelli e la Madonna della Cattedrale di Teramo, due sculture provenienti dalla Diocesi teramana.


Fra i dipinti su supporto ligneo più pregevoli si possono ammirare la Madonna de Ambro e la Madonna di Sivignano, mentre tra le sculture la Madonna di Lettopalena (Chieti), databile alla fine del XII secolo.

 
La posizione dell’Abruzzo come crocevia di culture è il filo conduttore che lega i reperti in mostra; la regione era, nel periodo in cui sono state realizzate le opere, un centro di elaborazione dei vari stilemi culturali, che giungevano attraverso i contatti con i territori d’o ltralpe e l’Oriente bizantino, sviluppati lungo la Via degli Abruzzi e per le vie del mare.


Per questo motivo segni di vivacità artistica, legata alla pratica devozionale, si riscontrano in opere come la Madonna delle Concanelle da Bugnara e i simulacri provenienti da chiese di Scoppito e Collettara (L’Aquila), ascrivibili al Duecento; la medesima abilità si riscontra in opere pittoriche come la Madonna di Pizzoli e la Madonna di Penne, raffigurata con il volto ancora adolescente e la scollatura che le copre le spalle.


Conclude l’esposizione la Madonna di San Silvestro, proveniente dall’omonima chiesa aquilana, che testimonia il gusto “alla francese”, diffuso in epoca angioina.


Un’altra particolarità dell’esposizione sta nell’offrire la possibilità di effettuare comparazioni stilistiche fra le opere abruzzesi e la collezione di sculture lignee presente all’i nterno del castello, costituita da circa 150 opere, realizzate fra il XIV e il XVIII secolo, provenienti da Trento e dal territorio limitrofo.

  
La nuova sezione museale, che espone circa trenta opere della collezione disposte cronologicamente, è situata all’i nterno dell’appartamento clesiano (del principe vescovvo Bernardo Cles), una parte della residenza cinquecentesca particolarmente adatta al controllo delle condizioni di conservazione delle opere.


Si inizia con il Trecento, testimoniato da una piccola Madonna col bambino, la scultura lignea più antica della collezione. Fra i nuclei tematici di rilievo vi sono l’altare a portelle, detto Flügelaltar, dalla struttura tipicamente afferente all’area geografica di appartenenza, e le cosiddette “belle Madonne” gotiche. Delle opere realizzate da personalità artistiche di rilevo o che hanno perseguito influenze stilistiche atipiche per l’area d’interesse sono esposte l’A nnunciazione del bresciano Maffeo Olivieri e le eleganti figure femminili di Jörg Arzt.


La rarità dell’intera collezione è dovuta al fattore conservativo delle stesse; le opere lignee in Trentino sono sopravvissute a vicende paradossali che le vedono, nel periodo in cui sono stare realizzate, protagoniste di un enorme successo e un’intensa produzione, dovuta all’immediata disponibilità del materiale presente nella regione; la fragilità del legno è stata la causa che ha fatto giungere ai nostri giorni le opere in uno stato frammentario e in pessime condizioni; questo fattore, incrementato dal cambio delle mode nell’uso e nei materiali d’arredo degli altari, luogo per il quale erano destinate, ha reso la collezione del castello ancora più rara e preziosa, richiedendo particolare attenzione nella conservazione e nell’esposizione.
Madonna lignea col bambino proveniente da Penne
Madonna lignea col bambino proveniente da Penne

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