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30/6/2011

A “Teatro a corte” una vetrina sulla Russia

La rassegna festeggia la decima edizione. A Torino e in sei dimore sabaude del Piemonte i linguaggi più avanzati della scena europea. Focus su storia e memoria per il 150° anniversario dell’ Unità e sugli scambi culturali italo-russi

Teatro, danza, circo contemporaneo, teatro equestre, teatro visuale, physical theatre, installazioni e video: tutti i linguaggi teatrali contemporanei trovano un palco a Teatro a Corte, la rassegna internazionale ospitata a Torino e in sei dimore sabaude del Piemonte che quest’anno festeggia la decima edizione, dal 7 al 25 luglio (il libro Una Storia. Da Teatro Europeo a Teatro a Corte, a cura di Sandro Avanzo e Laura Bevione, edito da Titivillus, celebra il decennale).
 
Palcoscenici della rassegna sono la Reggia di Venaria Reale, il Castello di Rivoli (sede del Museo d’Arte Contemporanea), il maneggio reale di Druento, l’Agenzia di Pollenzo, il Castello di Moncalieri e il Castello di Santena (che fu abitato da Cavour).
Teatro a Corte è ideato e realizzato dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Piemonte, della Provincia di Torino, della Compagnia di San Paolo, della Fondazione Crt e di Reale Mutua.
Non solo: Teatro a Corte collabora col Festival delle Colline Torinesi e ospitala nona edizione della rassegna di coreografia d’autore, video e installazioni La Piattaforma.
 
Tre fine settimana di spettacoli, 55 repliche in tutto, con 19 prime nazionali, 31 compagnie provenienti da dodici paesi:  il festival, diretto da Beppe Navello, propone il meglio della scena europea, con creazioni site specific e coproduzioni internazionali. Nei primi due giorni, inoltre, sono in programma le Giornate del Teatro, dedicate agli addetti ai lavori.
 
L’edizione 2011 cade nel 150° anniversario dell’Unità e nell’anno degli scambi culturali Italia-Russia
 
Accanto all’Italia sono presenti il Regno Unito, il Portogallo, la Francia, la Germania, il Belgio, i Paesi Bassi, l’A ustria, la Danimarca, la Repubblica Ceca, la Svizzera ma è la Federazione Russa ad avere uno spazio privilegiato con una vetrina russa con otto spettacoli, in collaborazione col Festival Tsekh, ente di promozione della danza, che a dicembre ricambierà l’o spitalità a Mosca: l’evento di punta è la produzione italo-russa di danza Punto di fuga, una riflessione sul potere realizzata dalla compagnia italiana Zerogrammi e dal gruppo russo Dialogue Dance Company a partire dal Tieste di Seneca.
Il secondo appuntamento è con la coreografa Olga Pona, che presenta in prima nazionale la sua ultima creazione, Continuous interruptions, uno sguardo alla Russia di oggi fra trasformazioni e tradizione. I danzatori della Chelyabinsk Contemporary Dance Theater di Pona sono anche protagonisti del film Tankograd, del regista danese Boris B. Bertram.  
In scena anche Tatiana Gordeeva, per nove anni solista del Balletto di Stato del Cremlino, insieme a Evgeny Pankratov nel duo New geometry.
Il gruppo russo attivo in Germania Do Theatre propone il suophysical theatre dalle tinte dark e un po’ splatter con Upside down, vincitore al Fringe Festival di Edimburgo, ispirato al dipinto di Rembrandt La lezione di anatomia del dottor Tulp e al Frankenstein di Mary Shelley.
Atmosfere surreali, invece, fra cartoon ed esperimento di scientifico, in un caos di oggetti, meccanismi, immagini proiettate, laser e ombre, si respirano in Gobo. Digital glossary, ultima fatica del gruppo Akhe Engeneering Theatre, fra mimo e teatro di figura.  
Due brevi lavori del panorama underground sono Ultimate illusion di e con Elena Prishvitsyna e Vladislav Morosov, tra memorie d’infanzia e sogni infranti, e Continuous curve di e con Pavel Semchenko e Maxim Didenko, fra mimo e clownerie.
Rientra nella vetrina russa anche l’ultima tappa del lavoro del collettivo belga Berlin: #4Moscow, dedicata allacapitale della Russia.Lo spettacolo, che racconta la città, vienepresentato sotto un tendone rosso che ricorda il naso di un clown e con l’accompagnamento di un quartetto d’a rchi mentre riecheggia la domanda «Mosca è un circo?».
 
I progetti site specific, cinque, voluti per valorizzare il patrimonio storico delle dimore sabaude vedono protagonista il gruppo francese di teatro equestre Théâtre du Centaure nella Reggia di Venaria, impegnato in un omaggio alla nostra storia nazionale con lo spettacolo Risorgimento!  
La Reggia, in particolare la Galleria di Diana, è la cornice anche di Pasto a due, seconda tappa del progetto sul Tieste di Seneca a cura di Zerogrammi, con Stefano Mazzotta ed Emanuele Sciannamea.
Dialoga col Castello di Rivoli, invece, in un’installazione video e sonora ai confini tra peso e leggerezza intitolata Apparizione/Incarnazione, la coreografa Kitsou Dubois, che per anni ha lavorato con la Nasa e con i Centri Spaziali francesi per studiare il movimento del corpo in assenza di gravità.
In programma, inoltre, Il Convivio di Catherine Marnas con la Compagnie Parnas, nel ristorante Guido a Pollenzo, e Studio per una rivelazione diLucilla Giagnoni, che mette a confrontoil libro dell’Apocalisse e l’Edipo di Sofocle
 
Il circo contemporaneo ha due protagoniste d’eccezione: Victoria Thierrée-Chaplin e Aurelia Thierrée, rispettivamente figlia e nipote di Charlie Chaplin, con Murmures des murs, di cui la prima è ideatrice e la seconda interprete, spettacolo  in cuiuna donna rivive vite di altre persone infilandosi di nascosto negli appartamenti di edifici abbandonati.
Dal Portogallo torna Joao Paulo Santos per la compagnia O Ultimo Momento e lo spettacolo A deux pas de là haut , ispirato al racconto di Oliver Sacks Il marinaio perduto.
Forte del successo di trecento repliche in 130 città europee, è Ieto dell’omonima compagnia francese: equilibri e acrobazie con panche e funi.
I giocolieri di Collectif Petit Travers in Pan-Pot ou Modérément chantant, accompagnati al pianoforte, disegnano nell’aria con delle palline traiettorie capaci di suggerire partiture musicali.
 
Per la danza l’attenzione si concentra sulla nuova generazione dei Balletboyz: Michael Nunn e William Trevitt,dopo dieci anni e il successo mondiale di Torsion di Russell Maliphant,lasciano spazio a giovani talenti da loro selezionati. Oltre a una rivisitazione di Torsion, propongono The Talent, Alpha, con la coreografia di Paul Roberts, eVoid, diJerek Cemerek.
Altri due coreografi esplorano nuovi orizzonti muovendosi tra danza e teatro di figura: dai Paesi Bassi arriva Dudapaiva con Bastard! e dall’Austria Editta Braun con Luvos vol.2, entrambi gli spettacoli in prima nazionale.
 
La prosa ha come fili conduttori la storia e la memoria. L’anteprima diRemake di Myriam Tanant vede protagonista Giulia Lazzarini nei panni di un’attrice che in una lezione di teatro recita le scene più importanti della sua carriera.
Storie a mare! Verso l’America, una produzione del Teatro Stabile di Sardegna diretta da Guido De Monticelli,racconta le peripezie di un gruppo di emigranti prendendo spunto dalla novella di Sciascia Il lungo viaggio.
Una celebrazione al femminile del 150° anniversario dell’Unità d’Italia è quella di Cittadine: inquattro monologhi e un cortometraggio Lucia Poli interpretaaltrettante donne protagoniste del Risorgimento.
 
Agli artisti emergenti è riservato lo spazio Nuove Sensibilità: in scena Gommalacca Teatro con Il gusto dell’intimità, La quarta scimmia con Velvet bunny, Bottega Rosenguild con Histoire d’A e Helen Cerina con Dulcis in pomerio.
Sempre per i giovani la compagnia Fanny & Alexander ha creato un progetto speciale presentando le creazioni di quattro compagnie: Zerogrammi, La quarta scimmia, la Piccola Compagnia della Magnolia e Kulturscio’k.
 
Per la musica l’evento di punta è il concerto scenico Il Flauto magico secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio: ovvero Mozart in chiave melting pot.
Zerogrammi - Dialogue Dance, Punto di fuga (foto Inna Glushenko)
Zerogrammi - Dialogue Dance, Punto di fuga (foto Inna Glushenko)

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