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21/7/2011

Chiara Castria, storie di popoli strappati alle loro terre

Un’installazione dell’artista davanti al Museo Barracco di Roma rappresenta donne deportate ispirandosi a un rilievo assiro: l’arte contemporanea si richiama a quella antica per raccontare un dramma senza tempo

Dal 20 luglio al 9 ottobre, si potrà ammirare sulla balconata esterna del Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco di Roma, affacciata su via dei Baullari, l’i nstallazione  dell’artista Chiara Castriaintitolata Lungo i fiumi di Babilonia.



L’opera si compone di tre sagome in lamiera metallica dipinte di rosso, raffiguranti una donna china verso un bambino e, poco più distante, separata da una palma, un’altra figura femminile con pochi averi tra le mani, che guarda in direzione del museo: in realtà, quest’ultima è colta nel momento di dolore in cui piange la terra perduta. Difatti, l’installazione, il cui titolo rievoca il primo verso del salmo 137, con il grido di dolore degli Ebrei deportati a Babilonia dal re Nabucodonosor, è ispirata a un rilievo assiro del VII secolo a.C. proveniente dal Palazzo di Assurbanipal a Ninive, raffigurante un gruppo di donne babilonesi deportate.



L’artista, che ha rivelato nella sua recente produzione il fascino per il binomio archeologia-arte contemporanea realizzando l'installazione Compianto del tempo, in occasione della mostra “Kinku”, nel cortile rinascimentale di Palazzo Ghisilardi-Fava (sede del Museo Civico Medievale di Bologna), si indirizza in quest’opera verso un duplice fronte: da un lato, raffigurando la deportazione di un gruppo di prigioniere babilonesi, Castria richiama alla mente la storia dei tanti popoli strappati alle loro terre; dall’a ltro utilizza questa immagine per coinvolgere il pubblico e attirarlo verso i tesori del museo, celati sotto il velo della quotidianità.



Non a caso, le casse di legno grezzo che fanno da appoggio alle sagome, che sono utilizzate nei musei per conservare gli oggetti archeologici, fanno riferimento ai depositi di frammenti antichi salvati dalla distruzione del tempo e intendono ristabilire un legame tra l’arte antica e quella contemporanea.



Sotto il grido di dolore del dramma dei migranti, si crea così una stretta relazione tra l’opera di Castria e il rilievo assiro, un vero e proprio invito, dunque, a un viaggio nel tempo attraverso le sale del museo, per un racconto attraverso le immagini e i capolavori antichi sulla storia del Mediterraneo.



L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale e curato da Maddalena Cima. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.
Chiara Castria, “Lungo i fiumi di Babilonia”
Chiara Castria, “Lungo i fiumi di Babilonia”

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