Condividi
  • Facebook
  • Twitter
4/11/2011

“Hic sunt leones”, quando il viaggio era esplorazione

A Udine una mostra dedicata ai friuliani che tra Ottocento e Novecento si resero protagonisti di avventure e spedizioni scientifiche

L’esperienza del viaggio come conoscenza e arricchimento sensoriale è al centro della mostra “Hic sunt leones. Esploratori, geografi e viaggiatori tra Ottocento e Novecento. Dal Friuli alla conoscenza dei Paesi extraeuropei”,allestita dall’11 novembre 2011 al 15 aprile 2012 a Udine, nell’ex chiesa di San Francesco.
 
Il percorso espositivo affronta tre tematiche.
 
Nella sezione introduttiva si torna al tempo in cui, tra XIX e XX secolo, viaggiare richiedeva un’organizzazione impegnativa e spesso lunga. La preparazione comprendeva non solo il reperimento dell’equipaggiamento più idoneo ma anche lo studio bibliografico e cartografico. A restituire quelle atmosfere sono, accanto alle proiezioni e alle postazioni multimediali, strumenti, libri, mappe e oggetti di viaggiatori ed esploratori. 



Il nucleo centrale è dedicato all’aspetto della conoscenza. Vengono ripercorse, in ordine cronologico, le più importanti imprese che hanno visto protagonisti i friulani nelle Americhe, in Asia e in Africa. Tra i personaggi si incontrano il Beato Odorico da Pordenone e altri religiosi meno noti che esplorarono e raccontarono la Cina; Pietro Savorgnan di Brazzà, che condusse tre spedizioni in Congo, una insieme al fratello Giacomo e all’amico Attilio Pecile, e che per il suo atteggiamento verso le popolazioni africane viene spesso indicato come esempio positivo nella controversa stagione del colonialismo.
Viene poi approfondita la fase dei viaggi a scopo scientifico organizzati dalle società geografiche; tra i nomi dei geografi, dei geologi, degli etnografi, dei linguisti, dei biologi e dei naturalisti che vi parteciparono emergono quelli di Renato Biasutti, Lodovico di Caporiacco, Giovanni Battista De Gasperi, Ardito Desio, Egidio Feruglio, Giuseppe Gentili, Michele Gortani, Giovanni e Olinto Marinelli, Giuseppe Ricchieri, Luigi Pio Tessitori.  
 
L’ultimo segmento, infine, intitolato “Verso un nuovo mondo”, è incentrato sull’incontro con “l’altro”, attraverso i numerosi e diversi elementi – arte, letteratura, musica, cinema, cucina – che costituiscono una cultura e intende offrire uno spunto di riflessione sugli scambi attuali, in un sistema in trasformazione sotto la spinta della globalizzazione.
Jangalu, Luigi Pio Tessitori nella stamberga del suo alloggio, 6 dicembre 1916 (Archivio Peano, Reana del Rojale)
Jangalu, Luigi Pio Tessitori nella stamberga del suo alloggio, 6 dicembre 1916 (Archivio Peano, Reana del Rojale)

torna all'inizio del contenuto