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Evento

11/11/2011

Ferdinando Zannetti, medico e patriota

A Firenze, a Palazzo Medici Riccardi, una mostra rende omaggio al chirurgo e accademico divenuto celebre soprattutto per aver curato Garibaldi, estraendogli la pallottola che lo aveva colpito in Aspromonte

Fattori, Garibaldi ad Aspromonte
Fattori, Garibaldi ad Aspromonte

Dal 10 novembre al 31 gennaio 2012, la Provincia di Firenze presenta a Palazzo Medici Riccardi la mostra “Garibaldi fu ferito… Il medico Ferdinando Zannetti (1801-1891): patria, civiltà, scienza”& amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; amp; lt; /strong>, realizzata in occasione delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario dell’U nità d’I talia.



La mostra rende omaggio al medico e patriota Ferdinando Zannetti, nato a Monte San Savino, in provincia di Arezzo, nel 1801, personalità di spicco in epoca rinascimentale, non solo per le gesta, ma anche per il valore umano e civile. Difatti, già nel 1835 era stato insignito dal Granduca della Medaglia d’oro di prima classe per l’impegno durante l’epidemia di colera che aveva devastato Firenze. La carriera di Zannetti proseguì poi negli anni Quaranta con il ruolo di professore di Anatomia sublime e delle regioni, di Anatomia patologica e pittorica, attività che lo mise in contatto con diversi artisti, tra i quali Giuseppe Moricci, di cui si ammirano alcune opere in mostra.



Con lo scoppiare della Prima Guerra d’Indipendenza, Zannetti fu impegnato in prima linea, chirurgo in capo dell’Armata Toscana in Lombardia, carica che lo portò a scrivere un “rendiconto generale” nel 1850 in cui analizzava le patologie più diffuse sul campo, nella speranza di realizzare un sistema sanitario efficiente. Anche nel 1859, con la Seconda Guerra d’Indipendenza, sostenne fermamente la causa unitaria in qualità di chirurgo capo dell’Armata Toscana.



La fede patriottica lo portò a divenire, inoltre, direttore del servizio sanitario delle truppe di Garibaldi, acquisendo sempre maggiore considerazione, tanto da essere chiamato come consulente quando l’Eroe dei due Mondi fu ferito in Aspromonte il 29 agosto 1862. Colpito al malleolo del piede destro, Garibaldi aveva, difatti, ricevuto i primi soccorsi da alcuni medici che non erano stati in grado di estrarre la pallottola. Il Generale dal Mantello Rosso veniva quindi trasferito a Pisa, per essere curato con uno strumento del medico francese Auguste Nélaton, una “asta metallica a manico rotondo, che termina in un piccolo globetto di porcellana”, con la quale Zannetti riuscì a estrarre la pallottola il 23 novembre. L’intervento, descritto dal medico in un dettagliato resoconto, lo rese famoso, tanto che rimangono decine di sonetti di elogio in suo nome, di cui due esposti in mostra, nonché un biglietto di ringraziamento di Garibaldi datato al 22 giugno del 1822. Tra le carte esposte, si scopre però anche la lettera di un gesuita, che chiama Zannnetti «farabutto», riversando su di lui critiche tutt’altro che positive, come si legge: «Che tu sia stato sempre un impostore e un rosso lo mostrasti nel ’48 facendo di tutto per far salire al potere quei due iniqui di Guerrazzi e Montanelli. Ti sei palesato il medesimo farabutto facendo tanto [… illeggibile] a quell’assassino di Garibaldi. E dico assassino perché un uomo che tradisce il suo re non merita altro che il titolo di assassino. Ma la tua testa di rapa con quella di Garibaldi stanno bene insieme perché siete due che fate a chi capisce meno. […] Smetti di fare il buffone, perché fuori della medicina non capisci nulla».



La mostra, strutturata in due sezioni dal particolare allestimento, che rievoca il colore delle Camicie Garibaldine, rende visibili al pubblico la pistola di Garibaldi, strumenti chirurgici e attrezzature da campo, il calco stesso del colpo che ferì l’Eroe e l’olio su tela di Moricci raffigurante Il medico Zannetti cura un ferito. In particolare, l’esposizione presenta per la prima volta documenti e cimeli, provenienti dal fondo Rubieri-Zannetti della Biblioteca Moreniana di Palazzo Medici Riccardi, acquistato dalla Provincia di Firenze nel 1961 per le celebrazioni del centenario dell’Unità italiana, dalla Biblioteca Biomedica di Careggi, dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia e da collezioni e raccolte pubbliche e private. 



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