Fattori, Garibaldi ad Aspromonte
Dal 10 novembre al 31 gennaio 2012, la Provincia di Firenze presenta a Palazzo Medici Riccardi la mostra “Garibaldi fu ferito… Il medico Ferdinando Zannetti (1801-1891): patria, civiltà, scienza”&
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/strong>, realizzata in occasione delle celebrazioni per il centocinquantesimo
anniversario dell’U nità d’I talia.
La mostra rende omaggio al medico e patriota Ferdinando Zannetti, nato a Monte San Savino, in provincia di
Arezzo, nel 1801, personalità di spicco in epoca rinascimentale, non solo per le gesta, ma anche
per il valore umano e civile. Difatti, già nel 1835 era stato insignito dal Granduca della Medaglia
d’oro di prima classe per l’impegno durante l’epidemia di colera che aveva devastato Firenze. La
carriera di Zannetti proseguì poi negli anni Quaranta con il ruolo di professore di Anatomia
sublime e delle regioni, di Anatomia patologica e pittorica, attività che lo mise in contatto con
diversi artisti, tra i quali Giuseppe Moricci, di cui si ammirano alcune opere in mostra.
Con lo scoppiare della Prima Guerra d’Indipendenza, Zannetti fu impegnato in prima linea, chirurgo in
capo dell’Armata Toscana in Lombardia, carica che lo portò a scrivere un “rendiconto generale” nel
1850 in cui analizzava le patologie più diffuse sul campo, nella speranza di realizzare un sistema
sanitario efficiente. Anche nel 1859, con la Seconda Guerra d’Indipendenza, sostenne fermamente la causa unitaria in qualità di
chirurgo capo dell’Armata Toscana.
La fede patriottica lo portò a divenire, inoltre, direttore del servizio sanitario delle truppe di Garibaldi, acquisendo sempre
maggiore considerazione, tanto da essere chiamato come consulente quando l’Eroe dei due Mondi fu
ferito in Aspromonte il 29 agosto 1862. Colpito al malleolo del piede destro, Garibaldi aveva,
difatti, ricevuto i primi soccorsi da alcuni medici che non erano stati in grado di estrarre la
pallottola. Il Generale dal Mantello Rosso veniva quindi trasferito a Pisa, per essere curato con
uno strumento del medico francese Auguste Nélaton, una “asta metallica a manico rotondo, che
termina in un piccolo globetto di porcellana”, con la quale Zannetti riuscì a estrarre la
pallottola il 23 novembre. L’intervento, descritto dal medico in un dettagliato resoconto, lo rese
famoso, tanto che rimangono decine di sonetti di elogio in suo nome, di cui due esposti in mostra, nonché un biglietto
di ringraziamento di Garibaldi datato al 22 giugno del 1822. Tra le carte esposte, si scopre però
anche la lettera di un gesuita, che chiama Zannnetti «farabutto», riversando su di lui critiche
tutt’altro che positive, come si legge: «Che tu sia stato sempre un impostore e un rosso lo mostrasti nel ’48 facendo di tutto per far
salire al potere quei due iniqui di Guerrazzi e Montanelli. Ti sei palesato il medesimo farabutto
facendo tanto [… illeggibile] a quell’assassino di Garibaldi. E dico assassino perché un uomo che
tradisce il suo re non merita altro che il titolo di assassino. Ma la tua testa di rapa con quella
di Garibaldi stanno bene insieme perché siete due che fate a chi capisce meno. […] Smetti di fare
il buffone, perché fuori della medicina non capisci nulla».
La mostra, strutturata in due sezioni dal particolare allestimento, che rievoca il colore delle Camicie
Garibaldine, rende visibili al pubblico la pistola di Garibaldi, strumenti chirurgici e attrezzature da campo, il calco stesso del
colpo che ferì l’Eroe e l’olio su tela di Moricci raffigurante Il medico Zannetti cura un ferito. In particolare, l’esposizione presenta per la prima volta documenti e cimeli, provenienti dal fondo Rubieri-Zannetti della Biblioteca Moreniana di Palazzo Medici Riccardi,
acquistato dalla Provincia di Firenze nel 1961 per le celebrazioni del centenario dell’Unità
italiana, dalla Biblioteca Biomedica di Careggi, dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia e da
collezioni e raccolte pubbliche e private.
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