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Focus

28/1/2013

AGENDA

A Padova Bembo e l'invenzione del Rinascimento

In mostra nella città veneta capolavori di Bellini, Tiziano, Mantegna, Raffaello e altri grandi artisti. A Venezia una grande retrospettiva dedicata a Gianni Berengo Gardin. Tra le altre esposizioni d'arte, quelle di Sam Francis a Bologna e Salvador Dalì a Firenze. I Macchiaioli sono protagonisti a Viareggio mentre a Forlì si indaga la produzione artistica del Ventennio

Francesco Francia, Lucrezia Romana, Collezione privata
Francesco Francia, Lucrezia Romana, Collezione privata

Per la settimana che va dal 28 gennaio al 3 febbraio è in programma l’inaugurazione della grande mostra padovana “Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento. Capolavori da Bellini a Tiziano da Mantegna a Raffaello”; l’esposizione – aperta al pubblico dal 2 febbraio al 19 maggio a Palazzo del Monte di Pietà a Padova – riunisce capolavori di artisti come Giovanni Bellini, Giorgione, Raffaello, Tiziano, Michelangelo, Jacopo Sansovino e Valerio Belli di cui Bembo – figura poliedrica, storiografo e bibliotecario che  influenzò notevolmente il mondo rinascimentale – fu amico e collezionista. Il percorso culturale, curato da Guido Beltramini in collaborazione con Davide Gasparotto e Adolfo Tura,  riporta nella città dopo cinque secoli la collezione d’arte che il grande umanista aveva incrementato nella sua casa. La mostra è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, insieme al Centro Internazionale Andrea Palladio, con la collaborazione e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
 
Spostandoci nella capitale, dal 29 gennaio al 4 marzo la Reale Accademia di Spagna ospita la mostra “August Rodin - L’Inferno di Dante”: la rassegna rende visibile l’importante opera grafica, quasi sconosciuta, dello scultore Auguste Rodin (1840-1917), stampata nel 1897 dalla Maison Goupil.
Il Macro Testaccio, invece, dal 31 gennaio al 17 marzo, propone la collettiva “Israel Now - Reinventing the Future”; l’esposizione – che ha ottenuto la Medaglia di Rappresentanza dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – riunisce le opere di ventiquattro artisti israeliani provenienti da esperienze e generazioni diverse. L’iniziativa è prodotta da Glocal Project Consulting, sostenuta dall’Ambasciata d’Israele in Italia e dalla Fondazione Italia Israele per la Cultura e le Arti, e patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma, da Roma Capitale - Assessorato alle Politiche Culturali, Centro Storico, dalla Comunità Ebraica di Roma e dall'Ucei.
 
Nel panorama contemporaneo aprono altre rilevanti mostre a partire dalla città di Bologna con la Galleria d’Arte Maggiore che  propone,  dal 2 febbraio al 31 maggio, “Sam Francis. La libertà del colore”; la monografica è ideata da Alessia Calarota e curata da Franco e Roberta Calarota e intende rileggere la carriera di uno dei protagonisti dell’Espressionismo Astratto americano, le cui opere sono oggi conservate nei più importanti musei del mondo; la mostra parte con un nucleo di lavori appartenenti alla prima fase artistica di Sam Francis, in cui si riscontra l’influenza di maestri come Jackson Pollock e Clyfford Still, per poi giungere a uno suo stile originale, quando il colore si libera e circola liberamente sulla tela, la macchia  si espande, con una vitalità ed energia del tutto nuove.
 
Si prosegue poi con Reggio Emilia, dove dal 2 febbraio al 24 marzo apre i battenti  la collettiva Veneto today, immagini di terre di confine”, curata da Boris Brollo, presso la Galleria RezArte Contemporanea: venti gli artisti selezionati – autori di dipinti, sculture e installazioni – per il secondo appuntamento di un progetto più ampio, aperto da “Emilia post moderna”, volto a sondare lo stato dell’arte nelle diverse regioni italiane. A maggio “Veneto today” farà tappa in Friuli Venezia Giulia, a Villa Varda a Brugnera (Pordenone).
 
Infine in provincia di Torino, a partire dal 30 gennaio e fino al 5 maggio, i suggestivi spazi della Manica Lunga del Castello di Rivoli ospitano la rassegna “Ana Mendieta. She Got Love”, prima grande retrospettiva europea dedicata all’artista cubana. Il progetto, a cura di Beatrice Merz e Olga Gambari, si propone di rileggere la figura dell’artista come modello e icona per la performance e il video, la Body Art e la fotografia, la Land Art, l’autoritratto e la scultura. Nel lavoro di Ana Mendieta (1948-1985) confluiscono infatti tutte queste componenti, linguaggi coniugati in un personalissimo alfabeto visionario e materico, magico e poetico, politico e progressista che aspirano a raccontare l’identità femminile a partire dalle radici culturali cubane dell’artista sino ad arrivare alla donna contemporanea. L’esposizione è realizzata in stretta collaborazione con l’Estate of Ana Mendieta, grazie al contributo della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea (Crt) e con il supporto tecnico di Kuhn & Bülow Insurance Broker di Berlino.
   
Il nuovo anno offre altre importanti mostre dedicate ai protagonisti del Novecento; Firenze, dal 30 gennaio al 25 maggio, propone “The Dalì Universe a Firenze”, esposizione allestita a Palazzo Medici Riccardi e organizzata dalla Fondazione Ambrosiana per l’Arte e la Cultura; la mostra curata da Beniamino Levi – presidente della Fondazione, il quale conobbe personalmente Dalì – raccoglie più di cento lavori del maestro del Surrealismo, tra cui un’ampia selezione di opere rare, come sculture in bronzo, oggetti in vetro, oro, collages e raccolte grafiche che illustrano i grandi temi della letteratura. Il percorso espositivo è strutturato attorno ai due temi portanti legati al “Tempo” e alla “Sensualità e femminilità”. Ad arricchire l’itinerario, è la sezione dedicata alla collaborazione tra Salvador Dalí e la prestigiosa fabbrica di vetri francese Daum Cristallerie.
 
Inaugura il 2 febbraio,  inoltre, la mostra “Novecento. Arte e vita in Italia tra le due guerre” visitabile presso i Musei di San Domenico a Forlì fino al 16 giugno. L’esposizione forlivese  documenta la Prima e la Seconda  Mostra del Novecento Italiano (1926 e 1929), la Mostra della Rivoluzione fascista (1932-1933)  – organizzata  in occasione della marcia su Roma – , la rassegna romana dell’ E42 e la Quinta Triennale di Milano. Il percorso espositivo si snoda tra  dipinti, sculture, cartoni per affreschi, cartelloni murali e persino oggetti d’arredo, gioielli e abiti: uno sguardo sulla società e l’arte di quegli anni, impegnata a creare una nuova mitologia, a partire dal mito classico, che esaltasse i valori del Ventennio; dalla Metafisica al Realismo Magico, infatti, artisti come  Severini, Casorati, Carrà, De Chirico, Balla, Depero, Dottori, Funi, Sironi, Campigli e molti altri, in diverse occasioni si prestarono a celebrare quella ideologia.
 
E ancora dal 1° al 21 febbraio la Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia presenta l’esposizione “Renato Guttuso. Opere importanti da una collezione”, prima del nuovo ciclo “Flash d’arte - Mostre veloci, selezionate, brillanti”. Sono esposti lavori a olio e china, oltre ad alcuni studi preparatori per opere museali, come La spiaggia, Fuga dall’Etna e Crocefissione; tra i dipinti selezionati nature morte e nudi femminili, accanto a opere di impegno politico a tema sociale.
  
Dedicata all’Ottocento è invece la rassegna che Viareggio (Lucca)  dedica al movimento italiano dei Macchiaioli dal 1° febbraio al 17 marzo presso, il Centro Matteucci per l’Arte Moderna: in mostra, in anteprima, i capolavori degli artisti macchiaioli selezionati per essere esposti dal 9 aprile al 22 luglio al Museo dell’Orangerie per l’evento “I Macchiaioli 1850-1877. Gli impressionisti italiani?”. L’esposizione di Viareggio riunisce, infatti, opere di protagonisti del movimento artistico – Abbati, Banti, Boldini, Borrani, Cabianca, Cecioni, Costa, D’Ancona, De Tivoli, Fattori, Lega, Signorini, Zandomeneghi – accanto a una selezione del materiale iconografico presente negli archivi del Centro.
 
Ampio spazio è dedicato anche alle esposizioni fotografiche: arriva a  Merano (Bolzano) la mostra  intitolata “Cindy Sherman. That’s me - That’s not me. Le opere giovanili 1975-1977”, curata Gabriele Schor, in collaborazione con la Collezione Verbund di Vienna. Aperta al pubblico dal 1° febbraio al 26 maggio, la rassegna rende visibile, per la prima volta in Italia, cinquanta opere eseguite dalla fotografa e regista americana tra il 1975 e il 1977 a Buffalo: l’opera giovanile di Cindy Sherman è riconducibile a tre momenti espressivi, in cui l’artista, attingendo elementi dal teatro e dal cinema, interpreta in ogni modo le diverse sfaccettature di ruoli e di identità femminili.
 
E inoltre, a Venezia, centotrenta fotografie, alcune delle quali inedite o ritrovate, vanno a comporre la più grande antologica dedicata a Gianni Berengo Gardin, allestita presso la  Casa dei Tre Oci, dal 1° febbraio al 12 maggio, con la cura di Denis Curti, la produzione di Civita Tre Venezie e Contrasto e con il sostegno di Veneto Banca e Regione Veneto. “Gianni Berengo Gardin. Storie di un fotografo” si intitola il percorso espositivo, che il maestro considera il più rappresentativo della sua carriera: egli stesso ha rivisto tutta la sua produzione, le mostre passate, i libri (oltre 200), le pubblicazioni editoriali, per scegliere le immagini che potessero sintetizzare al meglio il suo viaggio nella fotografia, coerente e al tempo stesso innovativo nel linguaggio. Nato negli anni Quaranta, Berengo Gardin porta avanti da quasi da quasi mezzo secolo un lavoro di indagine sociale, privilegiando il bianco e nero; la sua narrazione della vita italiana di ogni giorno – un milione di scatti – lo ha reso il più rappresentativo fra i nostri fotografi.
 
Per finire ancora due esposizioni fotografiche: la prima a Reggio Emilia dove nella mostra “Loropernoi”, Davide Pizzigoni fa una riflessione sul ruolo dei musei oggi, attraverso i suoi scatti esposti dal 2 febbraio al 17 marzo presso i Musei Civici di Palazzo San Francesco e la Galleria Parmeggiani; l’iniziativa è a cura di Cristiana Lolli.  
Dal 1° al 17 febbraio, invece, la Casa delle Culture del Mondo di Milano ospita “Venezuela contadino” personale di Teresa Carreño, artista venezuelana da tempo residente in Italia. Sono esposte venticinque stampe a colori, un reportage realizzato nel 2010 in occasione del bicentenario dell’Indipendenza delle Americhe del 1813: l'obiettivo si concentra sulla regione di Cojedes, nel Venezuela centro-occidentale.




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