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21/3/2012

Addio a Tonino Guerra, sceneggiatore di Antonioni e Fellini

Poeta e autore di film, lo scrittore è scomparso a 92 anni. Ha firmato capolavori del cinema come la cosiddetta “trilogia esistenziale” e “Amarcord”

Tonino Guerra
Tonino Guerra

È morto oggi, all'età di 92 anni, Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore di Michelangelo Antonioni, Federico Fellini e di molti altri tra i più grandi registi italiani e internazionali del secondo Novecento. Nato a Santarcangelo di Romagna (Rimini) il 16 marzo 1920, era da poco tornato a vivere nella città di origine, lasciando la casa-museo di Pennabilli, sede dell'associazione a lui intitolata, dove si era stabilito negli anni Ottanta. Malato da qualche mese, si era aggravato nelle ultime settimane. La notizia della morte è stata comunicata dalla moglie Lora e dal figlio Andrea, musicista: «Alle 8.30 della mattina del 21 marzo 2012, in Piazza Ganganelli, a Santarcangelo, nella casa di Tonino Guerra è entrato il silenzio». Proprio oggi si celebra la Giornata mondiale della poesia. 
 
Maestro elementare, nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu deportato in Germania e internato in un campo di concentramento a Troisdorf. Dopo la Liberazione si laureò in pedagogia all'Università di Urbino con una tesi sulla poesia dialettale; quindi pubblicò la sua prima raccolta di versi, I scarabocc (Gli scarabocchi), con la prefazione di Carlo Bo. Successivo il debutto in prosa, col romanzo breve La storia di Fortunato (1952). Pietra miliare nell'opera letteraria è I bu. Poesie romagnole (I buoi), del 1972, con l'introduzione di Gianfranco Contini. Guerra ha pubblicato con le più importanti case editrici italiane, vincendo premi letterari prestigiosi.
 
Trasferitosi a Roma nel 1953, iniziò l'attività di sceneggiatore, lavorando con i più grandi nomi del cinema per un trentennio, fino al ritorno nella sua terra natale. A Pennabilli ha dato vita a numerose installazioni artistiche, raccolte sotto il nome I luoghi dell'anima: L'orto dei frutti dimenticati, Il rifugio delle Madonne abbandonate, La strada delle meridiane, Il santuario dei pensieri, L'angelo coi baffi, Il giardino pietrificato.
 
Tonino Guerra ha firmato le sceneggiature di una trentina di film di primo piano (ma il totale supera i 120). Particolarmente feconda la collaborazione con Michelangelo Antonioni, dalla quale sono nati L'avventura (1960), La notte (1961), L'eclisse (1962) – la cosiddetta "trilogia esistenziale" o "dell'incomunicabilità" –, Deserto rosso (1964), Blow-up (1968), Zabriskie Point (1970), Al di là delle nuvole (1995, codiretto da Wim Wenders).
Fondamentale anche il sodalizio con Federico Fellini, che produsse il capolavoro Amarcord (1973), vincitore dell'Oscar, E la nave va (1983) e Ginger e Fred (1986).
Tra i registi con cui lavorò figurano anche Vittorio De Sica (Matrimonio all'italiana, 1964, e I girasoli, 1970); Mario Monicelli (Casanova '70, 1965; Caro Michele, 1976, e Il male oscuro, 1989); Francesco Rosi (Tre fratelli, 1981); Paolo e Vittorio Taviani (Kaos, 1984); Andrej Tarkovskij (Nostalghia, 1983) e Theo Angelopoulos (Il volo, 1986; Il passo sospeso della cicogna, 1991, e La polvere del tempo, 2008).
Vanno citati, infine, Luchino Visconti, Marco Bellocchio, Jose María Sánchez, Elio Petri e Giuseppe De Santis.
 
Nel 2010, in occasione dei 90 anni, Guerra è stato insignito del David di Donatello alla carriera, che si è aggiunto a un lungo elenco di riconoscimenti ricevuti in Italia e all'estero durante la sua attività.



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